L’Atm devia tredici linee per far passare il Toti

L’S-506 arriverà a destinazione nella mattina di domenica prossima Trecento addetti tra tecnici e ghisa vigileranno sui 7 chilometri di percorso. L’esercito monterà quattro ponti per evitare crolli

Via semafori e marciapiedi. Via passaggi a livello, cavi di tram e filobus: passa il Toti.
Il primo sommergibile della marina militare italiana, fermo da quattro anni nel porto di Cremona, inizierà lunedì sera il viaggio via terra lungo 93 chilometri verso il Museo della scienza e della tecnologia. Arriverà a Milano giovedì notte, uscendo dalla tangenziale allo svincolo Rogoredo. Resterà «ancorato» in un posteggio di via Toffetti fino a sabato sera. E da qui, alle 21, si rimetterà in movimento, per arrivare domenica mattina a destinazione.
Il viaggio in città durerà dunque l’intera nottata. Trecento persone vigileranno i 7 chilometri percorsi (la velocità media è di 6 all’ora), 50 ghisa bloccheranno di volta in volta le vie attraversate. Il Toti si muoverà su un carrello lungo 60 metri, diviso in due parti spinte da 240 ruote. «È la prima volta in Europa che un sottomarino arriva in una città di terra», racconta Antonio Acerbo, il dirigente del Comune che ha coordinato l’operazione. «Abbiamo fatto un grande gioco di squadra - aggiunge Fiorenzo Galli, direttore generale del museo -. I rischi che qualcosa vada storto? Minimi, diciamo l’1 per cento, per scaramanzia». Lo confermano i tecnici. «Abbiamo simulato il viaggio al computer, non troveremo problemi - assicura Giovanni De Paoli, responsabile tecnico della Fagioli, la ditta di Reggio Emilia che trasporterà il sottomarino -. Il Toti viaggerà intero e non sfiorerà gli spigoli delle case».
Ci andrà vicino, però, in alcuni punti. Il carrello dovrà invertire la marcia in due punti (nelle vie Bonfadini e Monte Ortigara). I tecnici che controllano a distanza le ruote dovranno fare qualche manovra in più del normale anche per entrare in via Monte Ortigara. Il sommergibile, 4,5 metri di sezione, sporge in larghezza rispetto al carrello. «Oltre all’ingombro abbiamo dovuto fare i conti con il peso - spiega Maurizio Acito, che ha progettato per il Comune gli interventi -. Carrello e sommergibile insieme pesano 458 tonnellate». Da qui la preoccupazione per quanto esiste sotto il manto stradale: canali fognari e di scorrimento dei fiumi (una rete da 1407 chilometri, quanto da Milano a Palermo) e gallerie del metrò. «Il problema è stato risolto creando delle piattaforme mobili su cui passerà il convoglio - precisa Acito -. Lastre di acciaio costruite secondo un principio pensato da Archimede che, deformandosi, assorbiranno la pressione del carico».
I militari del Genio pontieri di Piacenza le monteranno in quattro punti (sotto lo svincolo Rogoredo, in piazza Mistral, tra le vie Anfossi e Vicenza, in viale Gian Galeazzo), dove i canali corrono meno in profondità. I tunnel della linea 2 del metrò sono stati rinforzati. A metà settimana si deciderà se bloccare i treni, in via precauzionale, dalle 6 alle 10 di domenica nel tratto Cadorna-Abbiategrasso. Tredici linee di bus e tram subiranno cambiamenti di percorso. «Chiediamo ai milanesi un po’di pazienza», spiega Roberto Massetti, direttore generale di Atm.
Complimenti «per il lavoro di squadra» arrivano dal vice sindaco Riccardo De Corato. «Per Milano è un onore accogliere il Toti». Ma perché tanta attesa? «Per fare le cose serve tempo - risponde il direttore del museo -. Abbiamo messo a punto strategie tecniche e finanziarie che nel 2001 non c’erano. È segnale di riscossa, una lezione per tutti».