L’Atm mette gli allarmi alle grate del metrò

Accessi di superficie «blindati» per evitare il ripetersi di intrusioni notturne

Paola Fucilieri

«Moniti e segnali dall’allarme sicurezza da parte della Procura alla nostra azienda sulla questione telecamere in metrò? Mai pervenuti. Noi, intanto, ci attiviamo da tempo per migliorare tutta la sicurezza della metropolitana. Le critiche ce le aspettavamo. Purtroppo, quando c’è da arrivare al dunque, cioè a sborsare il denaro per programmare interventi a lungo termine la sicurezza non è mai la priorità e Atm è di proprietà del Comune. Il nostro progetto di ammodernamento del sistema di videosorveglianza, presentato due anni fa, finì sì nel bilancio di Palazzo Marino. Senza mai venire finanziato, però. Allora noi abbiamo fatto e stiamo facendo quello che possiamo con le nostre forze. Non è poco».
L’Azienda trasporti milanese (Atm) rifiuta di polemizzare o rispondere a chi critica i suoi vertici di non essersi preoccupati dell’ammodernamento delle 1.500 telecamere delle tre linee del metrò. E, sfoderando classe, parla invece dei nuovi sistemi di allarme previsti per le grate di aerazione (da dove spesso, oltre che dalle gallerie esterne delle linee del metrò, s’intrufolano i writers), del sistema elettronico che sostituirà tra due mesi le vecchie chiavi attualmente in possesso del personale Atm e di quello delle pulizie (ma anche, purtroppo, di diversi abusivi tra cui alcuni proprietari di bar ed edicole in metropolitana, ndr) e del rafforzamento del personale di sicurezza.
Ormai è arcinoto: la maggior parte delle telecamere della metropolitana (praticamente tutte, se si escludono un centinaio lungo la linea gialla) non registrano in automatico, cioè riproducendo le immagini in modo che il filmato (finora, comunque, solo su cassetta) rimanga e sia quindi consultabile, ma incidono solo a comando, quindi senza registrare, risultando praticamente inutili per la sicurezza.
«In Comune lo sanno da sempre. Come lo sanno le forze dell’ordine e il prefetto, quando, durante le nostre riunioni, si parlava di sicurezza in senso trasversale e di strategie da stabilire - avvertono all’Atm -. La nostra azienda produce utili, ma deve anche pagare stipendi e spese di manutenzione, senza contare che bisogna chiudere in pareggio».
«Due anni fa abbiamo presentato un piano di ammodernamento al Comune con un preventivo del valore di 5 milioni di euro - sottolinea ancora l’Azienda -. Sono costi altissimi, è vero, ma non dipende da noi: per rendere automatica la registrazione di tutte le telecamere della metropolitana milanese - quindi fissare le immagini non più su cassetta, bensì su supporto magnetico per poterle riguardare in maniera assolutamente nitida fino a qualche mese di distanza - è necessario cambiare tutto l’impianto esistente e lavorare sull’intero percorso delle linee di esercizio. Un lavoro che può essere fatto solo di notte e che perciò costa il doppio. Per questo, probabilmente, Palazzo Marino non ce lo finanziò».
Nel frattempo, comunque, Atm ha messo le telecamere su 700 mezzi delle linee di superficie e ne metterà altre, ha lavorato per un anno sulle famose «chiavi elettroniche», che altro non sono che i badge, rigorosamente nominali e ancora in via di sperimentazione ma che sostituiranno le normali chiavi e dovrebbero entrare definitivamente in piena funzione tra un paio di mesi. Oltre a ciò tutte le grate di aerazione della metropolitana, di cui solo alcune attualmente sono dotate di un allarme collegato con la centrale di via Monte Rosa, verranno modificate. «Gli attuali allarmi che segnalano eventuali intrusioni notturne - raccontano in Azienda - verranno sotituiti da un sistema più sofisticato».
Atm, inoltre, fa sapere che svolge un regolare e continuo controllo amministrativo su tutti i dipendenti delle imprese di pulizie notturne (due ditte principali con più subappalti e un’alta roteazione del personale, per lo più straniero) verificando che siano tutti in regola con il permesso di soggiorno e che nessuno lavori in nero. A verificare il loro profilo penale pensa l’ufficio immigrazione.
«Quindi, dopo l’impiego, due anni fa, dei vigilantes sulle carrozze, 5 mesi fa li abbiamo sostituiti con l’assunzione di una quarantina di addetti alla sicurezza - conclude l’Azienda -. Personale nostro che, riconoscibile dalla pettorina arancione, sorveglia le entrate del metrò di giorno e che la notte viene sostituito da altri venti nostri dipendenti, tutti addetti solo ed esclusivamente alla sicurezza. Infine abbiamo potenziato i tutor di linea e i controllori per un totale di 250 persone».