L’attacco al governo «guidato» dall’Ulivo

Caputo: « Faccioli era candidato con la Margherita». Ferrante: «Il decreto va nella giusta direzione»

L’attacco al governo Prodi mette in imbarazzo il centrosinistra. Che deve difendere la riforma sulla competitività, senza inimicarsi i sindacati che promettono lotta a oltranza. Non solo: l’Unione si è pure messa «in casa» i capifila della protesta. «È incredibile - ammette il consigliere provinciale della Margherita, Roberto Caputo - che a guidare la rivolta contro il governo, con accenti da masaniello locale, sia un candidato della segreteria cittadina della Margherita per il consiglio comunale, il signor Alfonso Faccioli». Il fondatore del Coordinamento autonomo taxi, la «testa calda» che a Milano nel 2004 guidò le proteste contro l’allora sindaco Albertini che voleva aumentare le licenze e oggi si batte contro il decreto Bersani, annuncia blocchi a oltranza, e sostiene che l’Unione si è comportata «peggio dei regimi», era candidato nella lista dell’Unione alle comunali. E non è il solo. Raffaele Grassi, presidente del sindacato Artigiani tassisti, anche lui in prima fila contro la liberalizzazione delle licenze, siede in aula come consigliere della lista Ferrante. Le accese proteste contro il governo Prodi, secondo Caputo che dunque «bacchetta» pure gli alleati-sindacalisti, «sono fuori luogo, perché il decreto legge non è stato ancora pubblicato e già i tassisti bloccano la città».
«Ovviamente - è il commento di Marilena Adamo, capogruppo dell’Ulivo in Comune, sui due capi della rivolta - difendono il punto di vista della categoria, con cui ci confronteremo». Ma anche se i sindacati danno battaglia, Adamo difende il decreto che «non danneggia i tassisti, anzi prevede garanzie precise per loro, e le decisioni sull’applicazione sono demandate ai Comuni. Sarà in sede di consiglio comunale che ci impegneremo a trovare le soluzioni più idonee». Anche il segretario provinciale Ds, Franco Mirabelli, assicura che il decreto «permette ai tassisti di fare impresa, assumendo dipendenti», e ricorda che Milano «è la città col più basso rapporto tra numero di abitanti e numero di licenze». Sottolineatura evitata quando a proporre l’aumento delle auto bianche, due anni fa, era l’ex sindaco della Cdl Gabriele Albertini. Bruno Ferrante, che proprio durante le rivolte del 2004 era prefetto e dichiarò illegali i blocchi «selvaggi» dei tassisti, con cui aprì un tavolo, precisa che «allora la vertenza era con il Comune, qui si tratta di una legge dello Stato che va applicata. Probabilmente esistono margini di trattativa, ma mi sembra che il pacchetto vada nella direzione giusta».