L’attacco al governo, poi la «scomunica» da parte del Vaticano

Due attacchi in due giorni, nel mirino il governo. La settimana di fuoco di Famiglia Cristiana inizia lunedì scorso, con l’anticipazione alle agenzie di stampa dell’editoriale in cui, il mercoledì successivo, accusa l’esecutivo di aver creato «una finta emergenza» sicurezza per sviare l’attenzione dai veri problemi del Paese. Alle critiche, una su tutte quella del sottosegretario Carlo Giovanardi che parla di «cattocomunismo», la rivista dei Paolini replica rilanciando. In un secondo editoriale, intitolato «Ora basta» e firmato da Beppe Del Colle, il settimanale cattolico si augura che «non sia vero il sospetto» che in Italia stia rinascendo il fascismo «sotto altre forme». Il centrodestra insorge: «Di fascista ci sono soltanto i toni da manganellatore che Famiglia Cristiana consente di usare a Beppe Del Colle». Il direttore della rivista Antonio Sciortino si dice «sorpreso» per le critiche: «In un paese normale questo fa parte di un libero dibattito». Il 14 agosto arriva la presa di distanza ufficiale della Santa Sede, affidata a padre Federico Lombardi (nella foto), direttore della sala stampa Vaticana: Famiglia Cristiana, avverte, «non ha titolo per esprimere la nostra linea».