L’attentato in volo sventato da un passeggero

Umar Farouk Abdulmutallab, 23 anni, il mancato attentatore nigeriano che ha confessato di appartenere ad Al Qaida e di vaer trascorso un mese in un suo campo di addestramento nello Yemen, è entrato in azione all’ultimo momento, quando l’aereo della Delta Airlines, con a bordo 278 passeggeri, partito da Amsterdam il giorno di Natale, stava preparandosi all’atterraggio a Detroit. L’aspirante kamikaze si era imbarcato a Lagos con destinazione Amsterdam e qui era salito sull’Airbus, volo diretto negli Stati Uniti.
Per cercare di far esplodere il velivolo il nigeriano, figlio di un noto ex banchiere e da due anni sulla black list Usa delle persone sospette, ha utilizzato una tecnica inedita. Ha usato un paio di mutande con due tasche segrete: nella prima aveva nascosto un pacchetto di plastica con circa 80 grammi di Petn, un esplosivo ad alto potenziale simile alla nitroglicerina; nell’altra c’era una siringa con una sostanza chimica che doveva fare da detonatore.
Circa un’ora prima dell’atterraggio, il giovane è andato alla toilette, dov’è rimasto circa 20 minuti. Ne è uscito dicendo di aver male allo stomaco, si è seduto al suo posto nella fila 19 vicino al finestrino e si è avvolto in una coperta. Poco dopo, mentre stava iniziando l’atterraggio, i passeggeri hanno visto fiamme e fumo levarsi da sotto la coperta. È stato l’intervento di un passeggero ad evitare il peggio: un imprenditore olandese non ha esitato neppure un istante ad entrare in azione. Ha scavalcato altre quattro persone, perdendo nella colluttazione anche le scarpe, e ha afferrato per il collo l’attentatore spegnendo le scintille.
L’eroe del volo 253 della Delta-Northwest Airlines si chiama Jasper Schuringa e ha 32 anni: «Improvvisamente abbiamo sentito un botto, sembrava un petardo - ha raccontato -. E subito tutti i passeggeri sono stati presi dal panico, qualcuno si è persino messo a urlare “Al fuoco, al fuoco”». Schuringa era seduto al posto 20J, nella fila più a destra dell’Airbus A330. L’attentatore si trovava nella fila di sinistra. «Ho visto il fumo che proveniva da quel sedile, non ho esitato un attimo, mi sono alzato e ho cercato di saltargli addosso - ha raccontato l’olandese -. Il terrorista aveva una coperta sulle gambe, l’ho afferrato e ho visto che aveva qualcosa che bruciava attaccato alle gambe». Dopo aver spento le fiamme, «l’ho preso per il collo e l’ho portato in prima classe». Lì non si erano accorti di nulla. «Non mi sono sentito un eroe - ha spiegato - ho fatto solo ciò che mi sembrava naturale fare».
L’attentatore è stato immobilizzato senza che opponesse resistenza ed è stato ammanettato a un sedile. L’aereo è atterrato pochi minuti dopo senza altri problemi. A parte il comprensibile orrore dei passeggeri.