L’atto d’accusa degli stranieri: «Siamo vittime, non criminali»

Ora il presidente Bassolino scopre l’emergenza: «Ben venga l’esercito». Replica di La Russa: «Quando l’ho proposto mi dicevano: “Una pazzia”»

da Castelvolturno (Ce)

Per il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, nell’area colpita dal clan dei Casalesi «è benvenuto anche l’esercito. La battaglia contro la camorra va combattuta con tutto quello che può essere utile». Una posizione che coglie un po’ di sorpresa il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: «Quando proposi l’uso dell’esercito sembrava una mia pazzia. E invece ora... Tutti chiedono i militari, tutti li vogliono». Ma poi precisa: «Mi preme dire che i soldati non possono mica essere la soluzione di tutti i mali». Sul «pressing» subito per rimettere mano al decreto che stabilisce numero e compiti dei soldati per affiancare le forze dell’ordine, La Russa spiega che «si voleva aumentare i soldati fin da subito, visto l’eccezionale risultato conseguito finora. Ma io li ho raffreddati. Prima aspettiamo dicembre. Vediamo i dati. Li analizziamo. Poi ragioniamo».
Intanto, ieri a Castelvolturno (Caserta), la comunità degli immigrati hanno detto «no» alla “criminalizzazione” nei loro confronti e al razzismo. Una conferenza stampa a cui hanno partecipato alcuni parenti delle vittime, amici e connazionali dei sei immigrati massacrati lo scorso giovedì. Un incontro organizzato per chiedere «verità e giustizia» e per raccontare la realtà quotidiana di migliaia di stranieri che vivono nelle terre della camorra. Una realtà fatta anche di pullman che «a volte non si fermano se in attesa ci sono solo africani, di sveglie alle 5 del mattino per andare sulle rotonde ad attendere i caporali, dello sfruttamento non solo nei campi, ma anche nelle ditte edili». Gli extracomunitari hanno mostrato ai giornalisti le case in cui sono costretti a vivere: anche dieci in tre stanze per un costo di 500 euro al mese. Gli interessati ammettono inoltre che «soltanto una piccola parte di noi è dedita al traffico di droga e alla prostituzione».
Polemiche sui 400 uomini in più delle forze dell’ordine che saranno mandati nel Casertano. «Aiutino non solo a scoprire mandanti e autori della strage, ma anche a favorire l’integrazione con gli italiani senza ridurre il provvedimento in una caccia al clandestino», dicono. E accusano: «Dopo quattro giorni carabinieri e polizia non hanno ancora scoperto il perché degli omicidi, né hanno arrestato gli esecutori materiali della strage».