L’attor giovane mette alla prova il drammaturgo

Compie vent’anni la rassegna «Attori in cerca d’autore» ideata e diretta da Ennio Coltorti per favorire un ricambio generazionale nella scena teatrale italiana

Maria Letizia Maffei

Festeggiare vent’anni di onorato servizio non è cosa da poco. Ma Ennio Coltorti, ideatore e regista della rassegna «Attori in cerca d’autore» che da anni svolge una funzione per così dire pionieristica. Al palcoscenico, da sempre infatti, viene attribuito il compito culturale di stare sempre un passo avanti alle altre arti. Ciò che brilla nelle piccole e grandi sale teatrali rappresenta spesso uno stimolo e uno spunto cui più tardi fanno riferimento il cinema e la televisione. Ma questo faticoso primato non viene certo né divulgato né tantomeno apprezzato. Coltorti dichiara quindi che questa sarà la ventesima ed ultima edizione della sua rassegna. Provocazioni a parte, cerchiamo di vedere oltre questo velo d’amarezza, e di interpretare in chiave positiva questa ricorrenza che non può certo sfociare in una cerimonia funebre visti gli obiettivi raggiunti. La storia della rassegna è segnata da una catena infinita di collaborazioni che ha visto la formazione di più di una leva di talenti. I giovani hanno potuto contare sull’appoggio e l’esperienza di maestri del teatro, del cinema e del doppiaggio, mettendosi a loro volta a disposizione. Non dimentichiamo che dalle serate della rassegna sono nate commedie e sceneggiature di grande successo, come La stazione, Ultrà o Piccoli equivoci, e che in questa occasione diversi nuovi autori ed attori si sono fatti conoscere dal pubblico, da Margaret Mazzantini a Flavio Insinna, da Rocco Papaleo a Vincenzo Salemme. Nel 1988 la rassegna riceve un Premio Idi con la seguente motivazione: «Supplisce alle carenze istituzionali mettendo in scena di propria iniziativa testi di nuovi autori». Tirando le somme, quindi, potremmo dire che le laboriose energie e le fruttuose sinergie messe in moto dal minuzioso e costante lavoro di Ennio Coltorti, hanno portato e porteranno sempre maggiori risultati. Anche in questa edizione, nelle prime due serate, il pubblico ed una giuria critica sceglieranno tre finalisti sui sei lavori presentati, mentre domenica sera, alla finale, verrà nominato un vincitore da una commissione autorevole che conta personaggi come Lina Wertmuller, Franca Valeri, Giorgio Barattolo e Alessandro D’Alatri. Ci auguriamo che la sala sia affollata, come sempre, secondo il seguente calendario: dopo il debutto di ieri al valle dove sono andati in scena Il vento di Tullia Alberghetti, con Daniela Cenciotti, Giorgio Colangeli e Giuseppe Zeno; Casa Bracci di Sandra Conti, con Paolo Buglioni, Sandra Conti e Anita Zagara; Rumore di Alex Jones (Irlanda - traduzione di Letizia Russo), con Azzurra Antonacci, Pietro Bontempo e Antonio Ianniello.
Questa sera sarà invece la volta di The sunshine play di Stefan Peca (Romania - traduzione di Maria Paola Sechi), con Massimiliano Benvenuto, Maria Teresa Pintus e Matteo Taranto; Il macchiato di Ariel Barchilón (Argentina - traduzione di Federica Festa), con Pietro De Silva, Carlo De Ruggieri, Evelina Meghnagi; Come fosse l’ultimo di Paolo Magris e Marcello Crea, con Jesus Emiliano Coltorti, Eugenio Marinelli e Arianna Ninchi.
L’ingresso è gratuito fino esaurimento posti, al teatro Valle. Serata finale domenica 24 settembre, sempre alle ore 20.45.