«L’aumento della Tari? È colpa di Ama Senegal»

Gli esponenti di An contro l’avventura africana dell’azienda: «Anche in caso di transazione si rischia un danno enorme»

(...) potrebbero essere collegate. L’avventura africana dell’azienda municipalizzata, infatti, si è conclusa con uno spaventoso buco di bilancio.
«Ammontano a più di quattro milioni e mezzo di euro le perdite già preventivate in una seduta del consiglio di amministrazione di Ama come saldo negativo della disastrosa avventura senegalese - ha spiegato il consigliere capitolino di An Luca Malcotti - ma bisogna aggiungerne almeno altri 8 pretesi dalla società Gicos che ha realizzato la discarica di Dakar. Anche nel caso di una transazione con il governo questa storia rischia di chiudersi con un danno complessivo di 10 milioni di euro». Un fallimento su tutti i fronti, dunque, per l’azienda. Alla pessima gestione nella raccolta dei rifiuti nella capitale senegalese (documentata dall’Ugl con tanto di telecamere nel gennaio 2006) bisogna aggiungere la disastrosa gestione economica della vicenda, la brutta figura a livello internazionale e la vicenda di mobbing ai danni dell’architetto Fabio Fumelli, all’epoca dirigente estero dell’Ama. «Quella di Fumelli - ha detto il capodelegazione di An all’Europarlamento Roberta Angelilli - è una vicenda paradossale. L’architetto infatti è stata l’unica persona a denunciare ai vertici dell’azienda quanto stava avvenendo a Dakar ed è stato allontanato il giorno successivo alla messa in onda del servizio del Tg2 Dossier su Ama Senegal il 16 gennaio 2006». «La motivazione data da Ama - ha proseguito Malcotti - è che il suo allontanamento era dovuto alla soppressione della posizione di responsabile estero di Ama. Fatto non vero, visto che a distanza di un anno Ama ha aumentato le attività all’estero, detiene ancora lo stesso 50 per cento di Ama international e, cosa più importante, ha assunto tre nuovi dirigenti. Le reali motivazioni del licenziamento sono altre».
Da qui la protesta di An durante la seduta del consiglio comunale ieri pomeriggio (cartelli in cui si chiedeva la riassunzione dell’architetto Fumelli) e l’interrogazione parlamentare presentata dal deputato di An Marco Zacchera. «Questa vicenda - le parole del parlamentare - ha minato la credibilità del nostro Paese». In serata la voce del presidente di Ama Giovanni Hermanin: «La vicenda Ama Senegal non ha alcun impatto sui servizi erogati da Ama ai cittadini romani e sulla tariffa rifiuti attualmente all’esame del consiglio comunale». «Una replica impresentabile - ribatte Augello - le perdite registrate per questa vicenda non possono essere smentite».