«L’aumento della Tarsu? Colpa del governo»

Tarsu più cara per i milanesi. Un aumento di 60 euro, a partire da gennaio, per l’imposta comunale sullo smaltimento dei rifiuti. Un rincaro, assicurano il sindaco Letizia Moratti e l’Amsa, assolutamente indipendente dalle fusioni tra l’azienda dei servizi ambientali, l’Aem e la bresciana Asm, annunciate ieri dai sindaci delle due città. Ricapitolando. Dopo nove mesi di trattative ieri Aem (la società dell’energia milanese) e l’Amsa (quella che si occupa di spazzamento, raccolta e smaltimento rifiuti) si sono unite. E, insieme, hanno celebrato il matrimonio con l’Asm, la collega ipertecnologica di Brescia. «Un’aggregazione - le parole del leader della Cdl Silvio Berlusconi - fondata su importanti motivazioni strategiche ed industriali. Operazione che porterà Milano e la Lombardia alla creazione di un nuovo operatore leader. Mi complimento con il sindaco Moratti per aver portato a termine, col sindaco di Brescia Paolo Corsini un’operazione di straordinaria importanza». «Finalmente - esulta Matteo Salvini, il capogruppo del Carroccio - nasce la Lega lombarda dell’energia». Un’uscita colorita, ma che spiega bene la creazione di quello che per numeri diventerà il terzo gruppo energetico italiano, un colosso nel trattamento integrato dei rifiuti. Con indubbi vantaggi, assicurano gli artefici dell’operazione, per gli azionisti. Ma, soprattutto, per i consumatori. «Questa nuova società - assicura la Moratti - avrà dimensioni tali da consentire una riduzione dei costi». All’origine, con le materie prime che acquistate in grandissime quantità potranno sfruttare contratti più vantaggiosi e per l’utente che dovrebbe vedersi recapitare bollette più leggere. «È una logica di mercato - sottolinea il presidente di Aem Giuliano Zuccoli -. Per poter competere bisogna avere costi bassi. E per farlo bisogna crescere». Tranquillizanti dovrebbero essere anche le parole del collega bresciano. «I nostri prodotti - gli fa eco il presidente di Asm Renzo Capra - saranno disponibili a tutti. E a prezzi assolutamente competitivi». An promette di vigilare, con il colonnello Massimo Corsaro che garantisce collaborazione «solo a progetti che sposino efficienza dei servizi e riduzione dei costi per i cittadini». Come a dire che la Moratti prima che agli azionisti, dovrà pensare ai milanesi. Ma è già pronto il rincaro della Tarsu. «Senza la fusione - replica il sindaco - sarebbe stato ben maggiore: 195 euro a famiglia: 53 di tariffa e 142 di una tantum per la costruzione del secondo termovalorizzatore. Così saranno solo 60».
Dovuti, aggiunge, ai maggiori costi sostenuti per la pulizia di parchi e giardini, all’aumento della produzione dei rifiuti e, soprattutto, al mancato introito di benefici statali per 11 milioni e 600mila euro. Un taglio dovuto alla cessazione del contributo governativo per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (il termovalorizzatore di Silla 2). «Ma le tariffe - spiega il direttore generale di Amsa Carlo Petra - erano ferme dal 2000. Con 60 euro non si recupera nemmeno l’inflazione».