L’Aura, il folletto-rivelazione in giro per i suoi (due) mondi

Ma poi arriva quella scena, giusto a metà, e il video cambia luce, significato, si accende e trova il suo perché. L’Aura, che è appena ventenne, è una vera rivelazione della nostra musica leggera e, proprio per questo, si sta costruendo mattone dopo mattone, lentamente, come oggi accade sempre meno.
Sta sbocciando.
Così per il video di Una favola (diretto da Maki Ghezzi su idea di Marco Salom, sarà in rotazione a giorni) è entrata nel Giardino botanico di San Francisco per diventare un folletto coloratissimo che inizia la conquista del nostro mondo così diverso dal suo: la luce, l’acqua, gli uomini, la paura. Quando entra in città e si rannicchia sul marciapiede, un passante sorpreso la filma con una telecamera. Non è una comparsa, nel video non ce n’è neanche una. È un signore qualsiasi che passava di lì per caso e ha reagito d’istinto, come farà anche una ragazzina che prende a saltare sopra il folletto rannicchiato. È insomma il paradosso dello scontro tra due mondi, quello onirico e quello reale, che è poi la scintilla dell’arte. E con l’ingenuità della recitazione e i toni puri della voce, L’Aura li rappresenta entrambi, per di più con una grazia sorprendente (e perciò si merita i complimenti).

L’AURA - Una favola (Sony Bmg)