L’Aura, l’apostrofo suona bene

Quell’apostrofo che le spezza il nome, a pensarci, dice già molto di lei. È come una scintilla che dà la scossa a un cielo limpido e ne sposta gli equilibri. E quindi le assomiglia. L'Aura ha poco più di vent'anni e una spumosa naturale esuberanza, ma già scrive i testi delle sue canzoni, canta, suona il pianoforte, compone tutte le musiche, ed è al suo secondo disco.
Chi la conosce è perché ha guardato spesso Mtv. Due anni fa il video del singolo «Radio Star» in cui lei, capelli lunghi e sorriso sbarazzino, camminava a passi lunghi per le vie di Los Angeles riscosse un grande successo. E quella corsa non si è più fermata. Nel 2006 ha partecipato al Festival di Sanremo con la canzone «Irraggiungibile» mentre quest'anno è uscito il secondo album che si intitola «Demian». Un disco composito, quasi tutto in inglese, che spazia dal rock alle ballate fino al jazz.
L'Aura, tu sei molto giovane e hai già fatto un sacco di cose. Com'è iniziato tutto?
«Ho cominciato a suonare il piano quando avevo 8 anni, ma a 14 ho piantato lì. Facevo il Liceo artistico, attraversavo quel periodo adolescenziale di rifiuto e arrabbiatura. Non avrei mai pensato di fare la cantante finché poi ho incontrato un produttore. La prima cosa che ha voluto fare è stata mandarmi negli Usa per imparare a scrivere, parlare, pensare in inglese e perfezionarmi musicalmente».
E ti è servito?
«Moltissimo. Lì ho capito che se vuoi davvero una cosa la puoi fare. In questo gli americani sono più bravi di noi. I ragazzi italiani non credono molto in loro stessi e troppo spesso in Italia c'è questa sensazione di essere fermi».
Anche musicalmente?
«In un certo senso sì, anche se la responsabilità, spesso, è proprio dei musicisti emergenti. Molti fanno buone cose ma la loro musica è troppo difficile per la gente. Non capiscono che prima di tutto bisogna trovare un modo per comunicare col mondo. Magari facendo cose più melodiche. Da ragazzina per esempio suonavo molto hard core, ma il mio primo disco l'ho potuto fare solo quando ho deciso di comunicare davvero con gli altri».
Ora che ne hai fatti due, che cosa vedi nel tuo futuro?
«Sento che dovrò specializzarmi. Il secondo album, Demian, ha frequenti cambi di registro perché mi piacciono tanti tipi diversi di musica ma forse prima o poi dovrò fare qualcosa di più coerente».
Domani sera suonerai alla Salumeria della Musica, in diretta anche su Lifegate...
«Sì, e sarà un concerto acustico. Con me ci sarà un pianista perché io a furia di suonare mi sono fatta venire una tendinite. Ma mi rifarò quest'inverno, quando partirà un tour nei club di Milano».
L'Aura
Domani sera ore 22.15
Ingresso gratuito previa prenotazione