L’Australia vince 32-14

FirenzeL'ultimo sigillo di Rocky Elsom diventa una doccia fredda, una punizione troppo severa per l'Italia di Mallett che sull'erba di Firenze finisce per raccogliere solo le briciole. 32 a 14 il finale per la seconda sconfitta di fila della serie novembrina dopo la deludente prova offerta solo otto giorni fa a Verona contro l'Argentina. Al Franchi un'Australia bella, presuntuosa, ma senza sostanza riscatta la brutta sconfitta subìta per mano dell'Inghilterra. Vince una partita costruita essenzialmente sul ritmo e sul contrattacco. Velocità e qualità per il quindici di Robbie Deans che tuttavia pecca quando si tratta di finalizzare la grande mole di gioco proposta. Ci mettono un po' gli azzurri a capire gli ingranaggi dell'accademia australiana. Lo fanno tuttavia nel modo che non ti aspetti: dal cilindro esce il coraggio di Gori a distribuire con ordine i temi del gioco azzurro e la qualità di Luciano Orquera che passa un colpo di spugna sulla parentesi Gower e diventa uno dei riferimenti di una squadra costruita attorno ad un pacchetto di mischia a dir poco sontuoso.
La sostanza azzurra è lì con otto uomini capaci di reggere il confronto sul gioco aperto ed in mischia ordinata. Gli errori ci sono, i palloni persi anche. Alla fine peseranno davanti ai Wallabies che mettono subito il sigillo sul match. Lo fanno con l'immancabile taglio di Drew Mitchell. Poi ci sono i calci di Barnes, precisi come un metronomo. L'Italia il naso lo mette più volte a ridosso della linea di meta australiana senza colpire. Orquera e Bergamasco ci riportano sotto con i piazzati. E' un'Australia che dopo la sfuriata iniziale abbassa i ritmi e cade nella trappola pesante del pacchetto italiano. La disciplina fa il resto con due piazzati che fanno scattare i nervi e mettono Mirco Bergamasco nelle condizioni di riaprire la partita.
Sul 13 a 9 si ritorna in campo per una ripresa che lascia negli spogliatoi la creatività dei canguri. L'Australia bada al sodo. Occupazione e sostanza. Un parziale di 9 a 0 di fatto chiude il match con Barnes infallibile dalla piazzola. La reazione azzurra non tarda. E' costruita sul pacchetto e sull'attacco a corto raggio che permette a Robert Barbieri di trovare il varco per riaprire la porta della speranza. Poi l'ultima mischia, l'ultimo pallone ed Elsom che brucia tutti sul tempo. Raccoglie e tocca oltre la linea per una meta bugiarda come il risultato. Aspettando le Figi sabato a Modena per cercare quella vittoria che ancora manca.