L’Austria degli Strauss fra valzer e polche

Oggi e domani l’orchestra diretta da Eduard Serov con i classici viennesi

Piera Anna Franini

L’Austria della festevolezza e dei volteggi segnati dal ritmo ternario d’un valzer: la danza nata in Germania, diffusasi con le guerre napoleoniche e poi – nonché in anticipo sul tango – simbolo del rapporto erotico per via del contatto diretto dei corpi.
L’Austria di polche e di Operette, in un bendidio di classici fuori del tempo che fanno capo alla famiglia Strauss sarà di casa a Milano oggi e domani all’Auditorium in Largo Mahler. Qui, alle ore 21, ritorna la Strauss Festival Orchestra diretta da Eduard Serov, con la partecipazione del soprano Tatiana Tetriak, solista del Teatro dell’Opera della Repubblica di Bielorussia.
Il programma scorre secondo il migliore stile viennese. Di rito, quindi, la parata di lavori di Johann Strauss, con in testa il Valzer dell’Imperatore composto per il quarantesimo anniversario dell’incoronazione di Francesco Giuseppe. Si ascolterà l’immancabile Sul bel Danubio blu (un blu che in epoca di incurie ecologiche neppure la fantasia più sfrenata riesce ormai a cogliere...) e la celeberrima Marcia Radetzky. Il tutto avrà una veste coreografica e scenografica, un po’ sull’onda del celebre concerto di Capodanno che ci tiene inchiodati davanti al televisore ogni primo gennaio, non più in contemporanea con gli spettatori di tutto il mondo poiché lo scettro è passato a Venezia e quindi l’appuntamento di Vienna è slittato al primo pomeriggio.
L’Orchestra Strauss ha fatto di questo repertorio senza tempo una fonte di business. L’idea ha guadagnato all’orchestra, che seguimmo già l’anno scorso, palcoscenici di prestigio, come il Concertgebouw di Amsterdam, Philarmonie di Berlino. Parco della musica di Roma, Gewandhaus. La compagine raccoglie 65 musicisti dell’Est Europa ed è nata sedici anni fa, fonda le sue fortune sui frutti di un impero musical-commerciale che resistette fino al 1901, anno in cui la Strauss connection si scioglieva dopo quasi un secolo di onorata attività. A Milano si ascolteranno pagine dei più celebri Strauss, Josef, Johann senior e soprattutto Junior. Quel Johann Junior che, secondo i sondaggi dell’epoca, si aggiudicò il terzo posto nella classifica dei più famosi, preceduto dalla regina Vittoria e Bismark. Lo stesso Johann che, ribelle impenitente, vinse le resistenze del padre fondando una sua orchestra, antagonista ovviamente. E ancora, rispondeva alla Marcia Radetzky di papà, eseguendo La Marsigliese per finire in galera, anche solo per qualche ora. Il direttore, apprendiamo, vinse il primo Concorso di Direzione Orchestrale «Herbert von Karajan» e iniziò l’attività con l’Orchestra Filarmonica di Leningrado.
Prevendita: Auditorium di Milano (telefono 02-83389201/202/203). Apt (via Marconi, telefono 02.72004268).