L’Authority «apre» a tutti il decoder satellitare di Sky

Alla base della decisione gli esposti della società Comex

da Milano

Comex, azienda di informatica ravennate, contro Sky Italia braccio nostrano del colosso dei media News Corp di proprietà del magnate australiano Rupert Murdoch. In pratica il piccolo Davide contro il gigante Golia. La storia però non è breve. Due anni fa, nel 2004, Comex voleva lanciare sul mercato un decoder satellitare multifunzioni chiamato XDome. Ma Sky ha il suo software per la decodifica del segnale, Videoguard realizzato da Nds e, nonostante le richieste, non ha voluto cederlo a Comex. La piccola società non si fa intimidire e va avanti coprendo di esposti l’Antitrust e l’Authority per le Comunicazioni. Che ieri prende in considerazione la protesta imponendo a Sky di rendere accessibile ai produttori di decoder per la ricezione satellitare il software che consente di vedere i suoi canali televisivi.
«Sky - ha spiegato il commissario Stefano Mannoni - dovrà chiarire le condizioni tecniche e di sicurezza alle quali subordinare la licenza per usare il software in base a condizioni di equità, proporzionalità e ragionevolezza».
Il sistema era stato finora «blindato» da Sky per ragioni di sicurezza, per difendersi cioè dalla pirateria. Secondo indiscrezioni infatti Sky non avrebbe valutato abbastanza «sicuro» il decoder presentato da Comex. Ed è per questo che l’azienda di Ravenna che fattura 12 milioni di euro, non ha avuto il software Videoguard in licenza che è stato invece dato a sei produttori tra cui Ace, Amstrad, Philips, Samsung, Thomson. Diversa la spiegazione di Comex. «Noi vogliamo realizzare un decoder multifunzione - ha detto Massimo Zannoni di Comex - e volevamo venderlo in autonomia ma questo a Sky non piace. Ora valuteremo le decisioni dell’Autorità sperando che possano favorire il nostro progetto. È due anni che aspettiamo». Era il 2004 quando Comex presentò il primo esposto all’Agcom e all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. L’Antitrust archiviò la segnalazione, mentre l’Authority Tlc aprì un’istruttoria, pronunciandosi per la prima volta nel febbraio 2005: allora diede ragione a Sky, riservandosi però, nel luglio successivo, di verificare il rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di decoder, anche alla luce del Codice delle comunicazioni elettroniche. Quasi un anno dopo, a giugno 2006, Comex ha diffidato l’Autorità che ha dovuto effettuare la verifica.
Ora l’organismo di garanzia verificherà se Sky sia passibile di sanzioni che potrebbero arrivare a 250mila euro, valutando l’apertura di una istruttoria.