Per l’Authority Roma è un paradiso

Presentata ieri in Campidoglio la Relazione Annuale sull’attività dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici capitolini. Ossia 28 rapporti di monitoraggio, una lunga sequela di numeri letti a «senso unico» sul tipo e la qualità dei servizi erogati dal Comune di Roma ai suoi cittadini, dall’illuminazione pubblica alla nettezza urbana, dai trasporti ai parcheggi. Secondo l’Authority - insediata, lo ricordiamo, proprio per evidenziare eventuali anomalie e malfunzionamenti nel settore così da tutelare gli interessi degli utenti, ovvero i romani - tutto andrebbe per il meglio. Niente o quasi da eccepire al sindaco Veltroni e alla sua giunta. Nemmeno di fronte all’evidenza di una città decisamente colabrodo in quanto a servizi (basti pensare a interi quartieri del centro e della periferia praticamente abbandonati a se stessi) e alle quotidiane lamentele dei suoi abitanti assediati dall’immondizia, alle prese ogni giorno con metropolitane stracolme, bus insufficienti e posteggi impossibili. Ma per l’Authority comunale le peripezie quotidiane di milioni di romani valgono, restando in tema di cifre, meno di zero. Ma anche a ben vedere dagli stessi «numeri» emerge una realtà che è ben altra dal «bengodi» descritto dall’Agenzia per la gioia e il compiacimento della «premiata» ditta Veltroni & Co..