L’Authority vuole più concorrenza nei cellulari

Potrebbe arrivare entro il 2006 il via all’attività dei gestori «virtuali»

Maddalena Camera

da Milano

L’Italia è pronta per l’operatore mobile virtuale. Lo pensa l’Authority per le tlc guidata da Corrado Calabrò che ha detto di voler monitorare l’evoluzione della concorrenza nel mercato della telefonia mobile perchè non ci siano ostacoli all’ingresso di «operatori virtuali», che rivendano traffico accedendo alle reti delle società già operative con proprie infrastrutture. Gli operatori però possono scegliere se aprire ad altri la loro rete oppure no almeno fino alla fine dell’anno quando potrebbero essere dall’Authority obbligati a farlo. «Riteniamo che l’ingresso dei cosiddetti operatori virtuali - ha spiegato Calabrò - sul mercato italiano possa produrre benefici in termini di riduzione dei prezzi finali».
Adesso la parola spetta ai gestori (Tim, Vodafone, Wind e «3») «spronati» ma non ancora obbligati dall’Autorità ad effettuare questo ulteriore passo per l’apertura del mercato mobile. L’operatore virtuale esiste in alcuni paesi europei come l’Inghilterra dove, dal 1999, c’è Virgin Mobile che usa la rete di T-Mobile e ha circa 5 milioni di clienti, o in Francia. Qui Tele2, la società di telefonia fissa che ha sede in Svezia, è operativa da circa 4 mesi e ha 300mila clienti che conversano usando la rete di Orange, ossia dell’ex monopolista France Telecom. Non è un mistero però che i gestori italiani abbiano sempre visto come il fumo negli occhi una simile proposta che creerebbe, a loro avviso ulteriore concorrenza. Non la pensano così evidentemente T-Mobile, il gestore mobile di Deutsche Telekom, Orange e Sprint che negli Usa affitta la sua rete pcs a Virgin Mobile presente anche in quel paese.
La società che fa capo a Richard Branson nel frattempo è talmente cresciuta da aver trovato anche un compratore ossia la Ntl. Anche nel nostro paese ci sono diverse società che vorrebbero entrare nel mercato della telefonia virtuale, come gli operatori Tele2 e Fastweb, per offrire servizi integrati fisso e mobile. E non c’è dubbio che con nuovi concorrenti le tariffe della telefonia mobile diventerebbero ancora più vantaggiose.
Sempre ieri l’Authority ha approvato la delibera conclusiva relativa all'analisi del mercato delle linee affittate. In pratica si tratta di linee rivolte a una clientela di aziende che, ad esempio, vogliono collegare proprie sedi situate in città diverse. L’Autorità ha imposto a Telecom alcuni obblighi volti a favorire la concorrenza in questo settore. Entro marzo provvederà alle rilevazioni sul Sic, il sistema integrato delle comunicazioni.