«L’autista sembrava addormentato»

Vercelli - Urla, lacrime, dolore. Rabbia. Davanti all’ospedale di Vercelli è un via vai di gente, medici, ambulanze. I bambini feriti mettono ordine ai ricordi e rivivono la terribile esperienza, ricordano il pullman che «all’improvviso si piega e atterra sull’asfalto». Poi le urla di disperazione di compagni e insegnanti, le richieste di aiuto, le telefonate «alla mamma rimasta a casa». Accanto a loro ci sono i genitori, c’è pure il sindaco di Stroppiana, Vittorino Piazza. Che spiega come «ancora non si sappia cos’è realmente accaduto su quel pullman». La verità può conoscerla solo chi si trovava sul mezzo al momento dell’incidente. Come Martina, 7 anni. È stata la prima ad abbandonare il bus. «Stavamo cantando e giocando, ero seduta in terza fila, a un certo punto ho avuto l’impressione che l’autista stesse per addormentarsi. Poi il pullman si è ribaltato». Ancora più drammatica la testimonianza di Nello, 7 anni, che al momento dell’incidente era in piedi a giocare: «Sono caduto, quando ho riaperto gli occhi ho visto che disteso accanto a me c’era Michael. Sembrava che dormisse, ho provato a chiamarlo ma lui non mi ha risposto. Poi sono stato trascinato fuori da qualcuno. Michael non l’ho più rivisto». C’è chi riferisce di un colpo di sonno dell’autista, chi parla di un malore improvviso. I colleghi di Michele Epifani, l’autista trentenne di Santhià, raccontano che l’uomo è «un guidatore con esperienza. Ha già portato in gita varie scolaresche. Questo è un periodo di gran lavoro». «Anche le quattro maestre sono ricoverate - racconta il sindaco Piazza - non sono gravi, ma non sono ancora riuscito a parlare con loro. Non tutti i feriti sono qua». Il bambino in condizioni più gravi è stato trasportato al Regina Margherita di Torino. Chi lo ha visto arrivare descrive una scena straziante: «Aveva un taglio profondo sulla testa, il viso ricoperto di sangue, tremava come una foglia». La notizia della tragedia è arrivata in paese dopo le 18, quando i genitori già aspettavano il ritorno dei bimbi davanti a scuola. «È arrivata in piazza una donna - ricorda qualcuno - gridava e urlava: è successa una disgrazia al pullman dei bambini».