L’auto all’ultima moda è quella dei tassisti

A Hollywood non sei star se non viaggi sul silenzioso «ferro da stiro» a motore ibrido (tra gli altri la guidano Leonardo Di Caprio e Robin Williams). Da noi, fino a poco tempo fa, la Toyota Prius era soprattutto la vettura preferita dai tassisti. Ma, per una volta, i professionisti del passaggio hanno ispirato una moda: la macchina «verde» per eccellenza sta sfondando anche sul mercato dei privati. Perlomeno in quella fetta di acquirenti con la coscienza sensibile al richiamo ecologista e il portafogli sufficientemente fornito.
E ora non c’è Salone automobilistico dove non siano le star, né evento di carattere ecologico-ambientalista di cui non siano protagoniste, spiccano nei cortili dei tanti Comuni che ne ricevono periodicamente in dono: le auto ibride con doppia alimentazione benzina-elettrica si candidano a cambiare il volto del traffico nelle nostre città.
Naturalmente ci vorrà tempo, ma anche le cause automobilistiche hanno capito che l’ibrida piace. La giapponese Toyota Prius, da otto anni sul mercato europeo, è stata consegnata in circa 130mila esemplari, praticamente l’icona della doppia motorizzazione alla quale si è affiancata di recente la Honda Insight. Sono pronti, gli automobilisti italiani a mescolarsi con i taxi in un anonimato in chiave ecologica? Aiuta che ad acquistare le ibride c’è per ora soprattutto una clientela trendy. Quant’è chic sfilare con l’auto che emette un sibilo davanti alle truppe ingombranti e ormai démodé dei Suv. L’idea comincia a piacere anche ai Vip di casa nostra. Oltretutto con le auto a doppio motore non c’è Ecopass che tenga. Che poi sia davvero l’auto che consuma meno o che inquina meno è tutto da vedere. Per ora la formula «auto goffa ma eco-tecnologica» funziona.
Sarà una moda passeggera? Le incognite non mancano. Per i designer infilare in una vettura di classe media un secondo motore e le batterie non è facile. Ma per ora l’estetica non proprio da supercar piace.
La moda passerà dai palati Vip a quelli del comune automobilista, l’habitué dell’utilitaria Fiat? Decisivo sarà quindi il portafoglio. Per i tassisti è una pacchia: sono addirittura disposti a fare rinunce sul prezioso spazio di carico perché scegliendo un’ibrida possono ottenere uno sconto medio, secondo le diverse normative comunali, di 12-13mila euro.
Per i privati le auto con questo tipo di motorizzazione, come quelle elettriche, beneficiano attualmente infatti di un bonus di 3.500 euro. E il consumo si aggira intorno ai 25 chilometri con un litro. Ma per sfruttare al massimo il potenziale serve anche una guida «risparmiosa», quella dettata da i luccicanti display da astronave stellare di cui le automobili ibride sono dotate, strumenti che arrivano a stilare una pagella sul comportamento ecologico del guidatore. C’è il rischio di finire bocciati pure dalla cara vecchia auto, da sempre l’ultimo rifugio dell’italiano medio. Ma le mode così: se trendy vuoi apparire, devi essere pronto a soffrire. Finché regge l’ossessione ecologica, il fenomeno comunque sembra destinato a durare. Ma il «ferro da stiro» ibrido deve stare attento agli sfidanti che già si profilano all’orizzonte: le vetture equipaggiate di mini motori termici (la tecnica del downsizing), che con l’adozione di una serie di dispositivi, primo fra tutti, lo «stop&start», arrivano a consumi simili. Anche senza pagella.