L’«Auto dell’anno» Clio III senza pari nei crash-test

La vettura dispone di inediti dispositivi per salvaguardare chi sta al volante e le persone trasportate

Massimo Comaschi

La Clio III ha subito sbancato il banco, aggiudicandosi il titolo di «Auto dell’anno 2006» e superando i crash-test EuroNCap come si conviene a una Renault di ultima generazione. Ovvero, intascando le famose 5 stelle, sinonimo di massimo standard di sicurezza per i passeggeri e, da qualche tempo, anche per i pedoni che, malauguratamente, venissero investiti. Ottava vettura della marca a superare a pieni voti i test EuroNCap, la Clio III non solo beneficia della lunga esperienza maturata dalla Renault nel settore della sicurezza, ma introduce anche inediti dispositivi e nuove soluzioni che, com’è ovvio, si vedranno anche su altre consanguinee. La leadership Renault nella sicurezza si fonda su solidi presupposti. Alla base si pone la definizione della scocca, che deve essere in grado di dissipare l’energia che si crea negli urti in zone lontane dai passeggeri. La struttura della Clio III, che si è deformata adeguatamente per evitare dannosi sfondamenti dell’abitacolo, integra anche un’inedita traversa posteriore che delimita la zona bagagliaio per svolgere una funzione protettiva e prospetta un frontale studiato per accogliere, il meno traumaticamente possibile, un eventuale pedone. A tutto ciò si aggiunge l’indispensabile ausilio delle soluzioni destinate a proteggere i passeggeri. L’analisi dei manichini utilizzati durante i test ha dimostrato la notevole efficacia di questi dispositivi. Sulla nuova Clio al sistema Renault di protezione di terza generazione si aggiunge molto altro ancora. Il primo raggruppa sino a 8 Airbag che, in caso di necessità, si attivano conformemente alla taglia dell’occupante e agiscono in combinazione al prepensionamento delle cinture e alle soluzioni che evitano al corpo degli occupanti di scivolare sotto la cintura, come gli inediti Airbag anti-submarining sistemati nei cuscini dei sedili anteriori.
Ma insieme agli attacchi Isofix cui fissare i seggiolini per bambini, al volante deformabile e alla relativa colonna e alla pedaliera a ritrazione passiva, sulla Clio III si ritrovano anche i limitatori di carico e i pretensionatori delle cinture per i posti laterali posteriori (un’esclusività per il settore di mercato) che si affiancano al nuovo concetto per sistemare i bambini d’età compresa tra i 6 e i 10 anni sul divano posteriore. Si tratta del cuscino centrale di dimensioni ridotte rispetto ai laterali che, unitamente agli attacchi della cintura di sicurezza opportunamente posizionati e allo specifico poggiatesta, permette di ancorare il bimbo in maniera da garantirgli lo stesso livello di protezione degli altri passeggeri.
Parlando di poggiatesta va ricordata un’altra innovazione introdotta dalla Clio III: quelli che, al pari dei sedili, assorbono energia in caso d’urto posteriore. Questa nuova tecnologia, destinata a proteggere il collo evitando il cosiddetto colpo di frusta, prevede che sia il poggiatesta a scorrere nella regolazione in altezza e quindi, diversamente da quanto avviene sulle altre auto, questa funzione non è svolta dalle aste di sostegno. Di conseguenza, queste ultime non sono più elementi rigidi annegati nella struttura del sedile. La metamorfosi consente, all’occorrenza, alla schiena del passeggero d’immergersi nell’imbottitura sino al punto di consentire alla testa di toccare automaticamente il poggiatesta che, così, assolve efficacemente il suo compito protettivo.