Per l’auto il futuro è «ibrido»

Per il futuro il risparmio dovrebbe essere garantito dai motori elettrici, in grado di risolvere anche il problema delle emissioni inquinanti. Veicoli a trazione elettrica esistono già, ma i loro limiti sono da sempre concentrati nei costi elevati e nella ridotta autonomia assicurata dalle batterie. Inconvenienti che dovrebbero essere risolti con accumulatori di nuova generazione e con la tecnologia fuel cell, che assicurerà la produzione di energia con un processo chimico di scomposizione dell’idrogeno. Il tutto passa attraverso una serie di tappe, la prima delle quali è rappresentata dalle auto ibride, come la Toyota Prius e la Honda Civic Hybrid, dotate di due motori, uno convenzionale e uno elettrico. Lo scopo principale del secondo è quello di aiutare il primo in partenza e nelle riprese, cioé nelle condizioni che richiedono uno sforzo maggiore, così da ridurre i consumi, soprattutto in città, fino al 30%. Ma le prime applicazioni dell’idrogeno arriveranno con l’idrometano, una miscela in varie percentuali dei due gas, per ritardare l’esaurimento anticipato dei giacimenti di metano. Dal Sud America arriva poi l’E85, il bioetanolo ottenuto aggiungendo l’85% di etanolo derivato dalle coltivazioni a un 15% di benzina.