«L’auto a rate è ormai un’abitudine»

Nunzia Pagani

Molti si chiedono come possa il mercato dell’auto mantenersi su vendite elevate nonostante la debolezza che da anni caratterizza il quadro economico. La spiegazione c’è. É il crescente ricorso al credito che consente di continuare ad acquistare vetture anche se le disponibilità economiche delle famiglie non crescono come si vorrebbe. Il Centro Studi Promotor, diretto da Gian Primo Quagliano, conduce sistematicamente una rilevazione sulle modalità di pagamento delle autovetture da cui risulta che nel 2005 il 60% dei veicoli nuovi sono stati acquistati ratealmente, il 33% per contanti e il 7% in leasing. Dalla serie storica dei dati rilevati da Csp emerge che il ricorso al credito continua ad aumentare. Nel 1993 le auto acquistate a rate erano il 39%, nel 2000 il 48%, nel 2004 il 56% e nel 2005 il 60%. Per spiegare questa tendenza occorre guardare in primo luogo al calo dei tassi di interesse. A ciò si aggiunge che tra le formule promozionali più offerte, particolare peso negli ultimi anni hanno avuto i finanziamenti a tasso zero o a tasso agevolato. Un ruolo importante nello stimolare il ricorso al credito per acquisire l’auto hanno avuto poi le società finanziarie. Le procedure per la valutazione dell’affidabilità del cliente sono state molto semplificate e, facendo ricorso a tecniche sofisticate costruite su basi statistiche (come il credit scoring o il credit boureau) oggi la concessione del credito avviene quasi in tempo reale. Alle finanziarie si deve anche il lancio di formule legate a coperture assicurative che saldano il debito residuo se il contraente del finanziamento è impossibilitato a farlo per una causa di forza maggiore come la morte, l’invalidità o la perdita dell’impiego. Indebitarsi è così diventato meno pericoloso per le famiglie e questo ha aumentato la propensione a ricorrere al credito. Soluzione che in prospettiva dovrebbe diventare ancora più frequente come avviene in tutti gli altri Paesi economicamente avanzati.