L’Auto spinge la produzione

In febbraio l’attività industriale cresce dello 0,8% su base mensile e del 3,4% nei 12 mesi. Fiat: +37%

da Milano

La ripresa del settore auto, e cioè della Fiat, traina la produzione industriale in Italia. In febbraio (quarto mese utile consecutivo), l’attività del gruppo torinese è cresciuta addirittura del 37,3% rispetto a un anno fa. Un dato che, insieme all’andamento della meccanica in generale, contribuisce in maniera decisiva a far salire la produzione nella Penisola. L’incremento è dello 0,8% su base mensile e del 3,3% a livello tendenziale (più 3,4% il dato a parità di giorni lavorativi).
E le prospettive per i prossimi mesi - secondo le previsioni dell’Isae - sono di un ulteriore rafforzamento della produzione: dopo una lieve flessione a marzo, aprile è stimato in aumento dello dell’1,6% su base congiunturale, mentre maggio dovrebbe essere in pratica stazionario. Nel complesso, l’Isae stima per il primo trimestre 2006 una crescita della produzione dell’1,6%.
Tutti i principali settori industriali - dice l’Istat - sono cresciuti rispetto a febbraio 2005: si va dal più 7,8% dei beni strumentali al più 0,8% di quelli intermedi, passando per il più 4,2% dell’energia e il più 2,7% dei beni di consumo. Su base congiunturale, invece, l’unica voce in negativo è quella dell’energia, settore che accusa una flessione del 2,5%. «Febbraio è stato il mese della crisi del gas - hanno spiegato i tecnici dell’Istat -. L’energia ha registrato un’inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti, dopo il forte incremento di fine 2005».
Fra i singoli settori di attività produttiva, invece, l'istituto nazionale di statistica ha segnalato il buon andamento della produzione dei mezzi di trasporto (più 10,2%) e di due «comparti molto importanti per l’industria italiana», e cioè la produzione di macchine e apparecchi meccanici (più 6,4%) e quella di apparecchi elettrici e di precisione (più 5,5%).
Ancora in difficoltà invece due dei tradizionali settori di punta del made in Italy: l’industria dell’abbigliamento ha perso il 4,6%, mentre quella delle calzature l’1,2%.
Quanto alla Fiat il dato Istat sembra confermare che il gruppo torinese viaggia sulla strada del pieno recupero, come si legge anche dall’andamento delle immatricolazioni in serie positiva da sette mesi, cioè da agosto 2005, grazie anche al successo della Grande Punto.
Invertito il trend negativo, il Lingotto punta ora, come dichiarato dall’amministratore delegato, Sergio Marchionne, a conquistare quest’anno il 30% del mercato italiano e il 7,2% di quello europeo, con l’obiettivo di vendere circa 1,8 milioni di vetture.