L’autocensura di Ungaretti

«Nello sterminio folle/ orridi apparireste/ del suggello umano, dimentichi». Giuseppe Ungaretti volle far dimenticare questi versi che nell’agosto ’43, dopo i bombardamenti alleati su Roma, aveva intitolato Poeti d’oltreoceano, vi dico. I versi non furono più inseriti in una raccolta, e a fine ’44 furono analizzati dall’Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo. La poesia, giudicata una testimonianza in «appoggio alla campagna» contro gli alleati che liberavano l’Italia dal fascismo, poteva essere una prova della contiguità ideologica con il regime. A rivelare l’inedito svolgimento della vicenda è una ricerca dello storico Giovanni Sedita, sulla rivista Nuova Storia Contemporanea, basata sul fascicolo del procedimento a carico del poeta custodito all’Archivio Centrale dello Stato.