Con l’autografo in calce aria fresca in Confindustria

Roberto Iotti è da pochi giorni direttore delle Relazioni esterne della Confindustria - un incarico prestigioso, che segue la sua direzione della segreteria di redazione del Sole-24 ore - e già ha introdotto una novità che farà scuola: la firma autografa in calce a un invito stampa, in forma elettronica. Ieri i suoi uffici hanno inviato una mail in carta intestata con cui il direttore medesimo invita al convegno «Il Sud aiuta il Sud. Un nuovo giorno per il Mezzogiorno». La lettera si chiude con un piccolo, elegante esercizio di stile: la firma autografa, appunto, vergata in azzurro - come l’inchiostro delle stilografiche dei notai - e accompagnata, in basso, dalla traduzione esplicativa del nome in stampatello, a bastone. La novità non è di scarso rilievo: un invito standard, che qualunque altro mittente avrebbe firmato «a macchina», come si diceva un tempo, qui prende grazia dal fattore umano, dal gesto personale e amichevole di un collega che si rivolge al collega, del signore educato che orgogliosamente non rinuncia al suggello della propria calligrafia. E se la firma, come dicono gli esperti, è un «biogramma», una specie di fotografia, da essa si nota tutta la personalità che Iotti è pronto a trasfondere al suo nuovo ruolo.