L’automedicazione? Una risorsa

Anna Maria Tarantino

I progressi ottenuti nel mondo della medicina negli ultimi anni hanno aperto vaste e imprevedibili frontiere, cambiando profondamente il rapporto tra malattia e farmaco e tra cittadino e farmaco. Se prima il medicinale era una promessa di salute, quasi sempre disattesa, oggi nella maggior parte dei casi è divenuto certezza di salute, fino a giungere alla dimensione di bene di consumo. I risultati ottenuti in questi anni hanno permesso alla medicina di dare una risposta in positivo ad una mai sopita aspirazione dell’uomo, ovvero di migliorare la qualità della vita. Per trattare questi argomenti la conferenza dei Presidi unitamente alla Facoltà di Farmacia hanno organizzato presso il Centro Congressi Roma Eventi di via Alibert il Forum «Industria e Università: partnership per l’auto medicazione». L’attualità dell’argomento riconosce il ruolo, diventato fondamentale dell’automedicazione nella salute pubblica che va ricondotto nella riduzione degli oneri che gravano sui sistemi sanitari e nella riduzione degli studi medici. Rilevata la recente indagine del Censis secondo la quale, in Italia, il risparmio di giornate lavorative non perse grazie all’automedicazione, è pari a 30 miliardi di euro cioè il 2,2 per cento del nostro Pil. Il Forum, coordinato da Luciano Lombardi, ha voluto sottolineare l’importanza della figura professionale del farmacista quale punto riferimento costante del cittadino presunto o malato che sente la necessità di una consulenza o di un approfondimento circa la validità dei molteplici farmaci oggi in circolazione.