L’autopsia conferma: «Dario era sano»

da Milano

Nessuna malattia congenita, nessuna spiegazione sul perché mercoledì mattina il cuore di Dario si sia fermato all’improvviso. L’autopsia effettuata ieri mattina sul corpo di Dario Evola, il giovane morto in classe dopo essersi fumato uno spinello, non ha, al momento, evidenziato né malformazioni congenite né patologie tali da aver causato il decesso del ragazzo. Per questo sarà necessario attendere l’esito di ulteriori esami, compresi quelli tossicologici, per sapere cosa ha determinato l’arresto cardiaco e la morte di Dario.
I dubbi degli inquirenti tornano così sullo spinello fumato dal giovane prima di sentirsi male. «Per uno spinello classico, per così dire, non si muore - ha spiegato Franco Lodi, il noto tossicologo che ha coordinato l’autopsia - ma di certo si può morire se in una canna sono state inserite altre sostanze nocive come, ad esempio, il crack». Per sapere cosa ha determinato l’arresto cardiaco e la morte di Dario saranno dunque necessari nuovi esami tossicologici. E a questo punto servono non meno di venti giorni per capire se nello spinello erano presenti sostanze letali.
L’autopsia era stata disposta dal pm milanese Tiziana Siciliano appena apprese le dinamiche poco chiare del decesso dello studente dell’Istituto «Gadda» di Paderno Dugnano.
Il pm frattanto ha aperto un’inchiesta contro ignoti ipotizzando che la morte sia stata conseguenza di un altro reato.
Dario Evola mercoledì scorso si trovava a scuola. Poco dopo le 11 si è accasciato sul banco e, nonostante il lungo massaggio cardiaco dei soccorritori, è arrivato già morto all’ospedale Niguarda di Milano.