«Con l’autopsia scopriremo la verità»

Nessun dubbio sull’ipotesi di suicidio, ma sarà comunque la riesumazione della salma, decisa ieri il magistrato, a sgombrare il campo dagli ultimi interrogativi sulla morte di Luigi Tenco: lo sostiene il procuratore di Sanremo, Mariano Gagliano, che ha riaperto il caso sulla fine del cantautore genovese trovato morto il 27 gennaio 1967 in una camera dell'Hotel Savoia durante i giorni del Festival. La salma di Tenco sarà riesumata molto probabilmente il 15 febbraio prossimo nel cimitero di Riccaldone, nell’Alessandrino. Lo stesso giorno sarà compiuta nell'obitorio di Acqui Terme l'autopsia, che verrà interamente filmata. In questo senso, il procuratore ha ribadito la necessità di porre alcuni punti fermi sulla vicenda, per ovviare alla frettolosità e all’approssimazione delle indagini svolte a suo tempo. Lunedì è in programma in procura a Sanremo una riunione tra lo stesso Gagliano e gli esperti del gruppo Ert (Esperti ricerca tracce) della Polizia di Stato, incaricati degli accertamenti di Polizia scientifica. Il giorno successivo, il 14, è previsto l'affidamento formale degli accertamenti, seguìto il giorno successivo dallo svolgimento dell'esame autoptico.
Le riprese video dell'autopsia, affidata al professor Luca Tajana dell'Istituto di medicina legale di Pavia, avranno un valore documentale e investigativo. La riesumazione sarà effettuata da un’impresa di onoranze funebri che si è offerta di lavorare gratuitamente in segno di omaggio alla memoria di Tenco. Alle fasi della riesumazione e dell'autopsia parteciperanno, oltre agli operatori cimiteriali, anche il procuratore Gagliano e gli Esperti Ricerca Tracce (Ert) della Polizia di Stato di Roma. Visto che le indagini furono svolte, inizialmente, dalla polizia (all'epoca guidata dal commissario Arrigo Molinari, ucciso nel settembre scorso in una rapina nella sua casa-albergo di Andora, in provincia di Savona) Gagliano ha ritenuto opportuno affidare la nuova attività investigativa alla stessa istituzione. Le indagini serviranno per chiarire alcuni aspetti ancora controversi e porre la parola «fine», una volta per tutte, sulla vicenda. Il procuratore ha più volte ribadito la necessità di mettere ordine nei particolari della vicenda. L'autopsia, ad esempio, non venne mai effettuata. Senza contare che il corpo di Tenco venne spostato e rimesso dalla polizia sul luogo del suicidio per consentire le riprese di fotografi. Gli altri interrogativi riguardano il foro d'entrata del proiettile, che non venne mai ritrovato e l'arma utilizzata da Tenco per spararsi.
«Io credo - conclude Gagliano - che quello di Tenco sia stato un suicidio e che gli accertamenti lo confermeranno. Ma troppi dubbi sono stati sollevati, troppe voci, troppe fantasie, troppi articoli di stampa ha provocato la vicenda, anche per la notorietà del cantautore. E le indagini a suo tempo sono state condotte con leggerezza e superficialità. Bisogna dare un quadro certo, fare chiarezza su come sono andate le cose, mettere dei paletti scientifici. Anche dopo tanti anni molto si può ancora fare, è possibile, per esempio, eseguire esami balistici e chimici, determinare il foro di entrata e quello di uscita, il calibro del proiettile».