«L’autore del Codice è un caso editoriale: o lo si ama o lo si odia»

Per tutti coloro che non avevano ben chiaro cosa fosse in realtà un caso editoriale, l’«avvento» del Codice Da Vinci, dell’americano Dan Brown, sarà di certo molto illuminante. Dai romanzi a sfondo storico a quelli misteriosofici, il panorama dell’editoria mondiale è invaso da una mole sterminata di libri dedicati al tema dei misteri della storia dell’uomo, quella ufficiosa, e alcuni sono molto intessanti, altri polemici quanto basta, altri ancora fantasiosi, ma mai nessun libro è riuscito a dividere così nettamente il pubblico dei lettori. Il Codice Da Vinci o lo si ama o lo si odia, non esistono mezzi termini, e così Dan Brown indossa di volta in volta le vesti di angelo o di un demone. La trama del Codice Da vinci si basa sull’ipotesi che Gesù Cristo non morì sulla croce ma che, scampato alla morte, visse una seconda vita tenuta segreta per secoli. La Maddalena, in questo quadro, assume un ruolo diverso da quello offerto dalla tradizione cristiana, e la certezze in alcuni vacillano... Proprio nello scorso mese di aprile è arrivata la notizia del suicidio di un monaco Benedettino inglese, padre Alan Rees che, secondo quanto hanno riferito i suoi più stretti confratelli, sembra che abbia scelto di morire a causa di una profonda crisi di fede che attanagliava la sua anima da tempo, ma che avrebbe ricevuto il «colpo di grazia» dopo aver letto il Codice Da Vinci... Verità o menzogna? È il dilemma che accompagnerà nel bene e nel male il libro; aspre critiche, giudizi positivi a livello mondiale, riflettori implacabili della chiesa puntati incessantemente. Un film dedicato al libro è stato presentato al Festival di Cannes e non ultimo un processo giudiziario istruito per rispondere all’accusa di plagio, essendosi «ispirato» Dan Brown un po’ troppo a opere già pubblicate come il saggio intitolato «Il Santo Graal» di Michael Baigen, Richard Leigh e Henry Lincoln o il «Cerchio si chiude» di Tom Egeland, dove si possono ravvisare inquietanti similitudini con il Codice, d’altra parte ha rappresentato l’inizio di una nuova vita per opere passate abbastanza sotto silenzio. Torna ancora il dilemma: verità o menzogna?
Io dico che: «Esiste una società segreta, con delle ramificazioni nel mondo intero che complotta per diffondere la voce che esiste un complotto universale».
Con la stima di sempre