L’autore del saggio fu un profeta nell’analisi delle «storture» seguite al Vaticano II

Il libro di Scheffczyk, oltre all’intervista con Benedetto XVI contiene un sintetico ma completo saggio introduttivo di padre Johannes Nebel - sacerdote appartenente alla «Famiglia spirituale l’Opera» («Das Werk»), una nuova comunità di vita consacrata fondata da Madre Giulia Verhaeghe nel 1938 e molto stimata da Ratzinger. In queste pagine si ricapitola il profilo biografico e l’opera dell’autore, che rappresenta un esempio dell’ermeneutica del Concilio cara al Papa. A proposito della bufera post-conciliare, Nebel scrive: «Pur mantenendo un atteggiamento positivo nei confronti della svolta del Concilio, Scheffczyk non ha mai mancato di chiamare per nome anche i problemi ad essa relativi. Centrale è in questo senso la convinzione secondo cui la storicità non può essere assolutizzata al prezzo del radicamento sovra-storico della Chiesa, la quale, nel suo rivolgersi all’uomo, non può permettersi di ridurre la fede a un insieme di mere affermazioni esistenziali. Particolarmente radicato è, inoltre, il convincimento del fatto che la Chiesa deve intendere il dialogo con il mondo fondamentalmente come dialogo di salvezza. Alcuni anni dopo, tuttavia, diventa chiaro come queste osservazioni critiche a proposito di problemi possibili si trasformino in una diagnosi di fatti».