L’autovelox che ignora le moto veloci

Luciano Pavan è pronto a ripeterlo anche davanti a un giudice: «Ho visto con i miei occhi i vigili che in corso Europa usavano il telelaser per fare le multe a chi superava il limite. La cosa scorretta è che non fotografavano le moto perché queste non hanno la targa davanti. Non è colpa dei vigili, ma dei loro superiori che li obbligano a compiere una vera a propria ingiustizia».
Tutto è partito dalle segnalazioni dei genovesi arrivate al Comitato per la difesa dei diritti dei cittadini a Quinto. «Una mattina - racconta Pavan - sento il telefono squillare. “Vieni in corso Europa, sul cavalcavia all'altezza di via Carrara” mi dice un conoscente». Lì sopra, tre vigili stanno «puntando» le auto che passano nelle sei corsie più in basso di corso Europa con lo strumento in grado di capirne la velocità e fotografare la targa. Gli agenti inquadrano con la telecamerina quelle che a prima vista danno l’impressione di superare il limite. «Le auto, in teoria, possono essere controllate tutte, sia quelle che si avvicinano al lato del cavalcavia sul quale stanno gli agenti, sia quelle che si allontanano: alle prime viene fotografata la targa anteriore, alle seconde quella posteriore» racconta Pavan. Per le moto, invece, non è così: «Chi si avvicina non ha la targa davanti e non verrà mai multato. Nel caso concreto al quale ho assistito, solo le moto che viaggiavano da Nervi a Genova potevano essere beccate, una volta sbucate dal cavalcavia. Le altre la facevano tutte franca. E c’era chi, a detta degli stessi agenti, stava senza ombra di dubbio superando il limite».
Un’ingiustizia che Pavan ha fatto presente ai vigili e al Comune in questi giorni, non venendo, racconta, mai smentito nella sostanza. «Gli agenti in strada sono i meno responsabili. Sanno di fare una cosa poco etica, scorretta perché non imparziale, ma sono lì per eseguire degli ordini».
Il combattivo cittadino si scaglia invece contro chi ordina dei controlli che, si sa a priori, risparmieranno parte delle moto. «Non è giusto, mi chiedo come sia possibile - conclude-. Quella mattina ho visto passare moto e scooter che avranno fatto i 100-120 all’ora e che l’hanno fatta franca perché i vigili non avevano messo una pattuglia in strada a bloccare chi riusciva a sfuggire al controllo elettronico. La persona che in auto superava di poco il limite, invece, si vedrà arrivare a casa la multa. Alla faccia dell’etica».