L’Avana, picchiate da attivisti comunisti mogli che chiedono libertà per i dissidenti

L’Avana. Raul Castro ha permesso a chi può di comprarsi telefonini e forni a microonde, ma la libertà è un’altra cosa. Lo hanno imparato a proprie spese le «Damas de Blanco», mogli di dissidenti in carcere, che ieri mattina all’Avana hanno tentato di inscenare una dimostrazione per chiedere la loro liberazione. Dieci donne che indossavano magliette bianche con le foto dei loro congiunti si erano riunite in un parco vicino al quartier generale del partito comunista. Chiedevano di parlare con il presidente. Poco dopo è arrivato un bus dal quale sono scese venti poliziotte che hanno tentato di arrestarle, ma le dimostranti hanno opposto resistenza passiva. Si è allora presentato, urlando insulti e picchiando, un centinaio di attivisti del partito, che hanno spinto a forza le «signore in bianco» dentro il bus della polizia.