L’aviatore genovese che salvava ebrei

Un ex pilota che diventa la «primula rossa» di un'organizzazione (la Delasem) impegnata a strappare dalle grinfie della Gestapo il maggior numero di ebrei. La storia di un genovese che molto ha a che vedere con quella dei più famosi Oskar Schindler o Giorgio Perlasca, l'eroe di Budapest. Un ruolo importante e delicato per l'attore Sergio Castellitto, che affronta, con «L'Aviatore», il nuovo tv movie in onda stasera su Canale 5.
La pellicola, diretta da Carlo Carlei e prodotta da Rizzoli per Mediaset, trae spunto dal racconto del giornalista e scrittore statunitense Alexander Stille «Il rabbino, il prete e l'aviatore». Essa è ambientata in parte a Roma e in parte a Genova (trasposta per ragioni scenografiche a Costanza, Romania). Trattasi di una scommessa importante e destinata a fare vera luce - speriamo con successo - sulla figura di un uomo straordinario la cui storia è ancora assai poco nota al grande pubblico. Ma chi fu, in realtà, Massimo Teglio? Per saperlo occorre fare un tuffo nel passato e ripiombare nel clima cupo di una città provata dai bombardamenti e dagli stenti, una città ove regna l'incertezza e la paura.
Genova, pomeriggio del 2 novembre 1943. Alle ore 17 gli uffici della Comunità Ebraica di via Bertora sono regolarmente aperti quando all'improvviso due Obersherfuhrers del Judische Bureau, accompagnati da un interprete italiano, certo Luzzatto, e scortati da 22 soldati delle SS, sfondano la porta dell'edificio e arrestano (...)
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