L’avvocato che da piccolo sognava di fare il politico

Non vuole più nuotare in un mare tra alghe tossiche e animali morti e crede che a Genova e in provincia si debba tornare a valorizzare spiagge e litorali. Paolo Bianchini, 50 anni sposato e con una figlia, è candidato in Provincia per Forza Italia e vuole «riappropriarsi» delle coste.
Una priorità, quindi?
«Certo, le sembra normale che la scorsa estate leggendo il Giornale trovassi un giorno sì e l'altro pure notizie di topi morti nelle acque di corso Italia o di morie di pesci a ponente e levante?».
E lei cosa farebbe?
«Innanzitutto si dovrebbe verificare il funzionamento dei depuratori esistenti e poi iniziare rapidamente con tutti i lavori necessari».
I depuratori costano...
«I soldi mancano quando vogliono mancare. Da anni ho esperienza nell'associazionismo cattolico e ogni volta che c'era un'idea brillante per iniziative di solidarietà o per animazioni culturali ci veniva risposto che i soldi pubblici non c'erano. Ma perché gente che ha idee come quelle portate avanti dai redattori di Ergo Sum, i fondi, almeno inizialmente, li trova sempre? Anche in Provincia».
Se lei sarà eletto invece...
«Innanzitutto raggiungerei un sogno»
Un traguardo o un sogno?
«Un sogno: quando avevo dieci anni tra i miei amici c'era chi voleva diventare un pompiere, chi un medico, qualche altro un pilota. Io rispondevo a tutti che da grande avrei voluto fare il politico, anche se poi ho fatto l'avvocato».
Fino a oggi?
«Eh già, ho iniziato a far anche politica dal ’94 con la nascita di Forza Italia, ma oggi potrei raggiungere la prima carica per poter ottenere qualcosa in concreto. Sono candidato nei collegi di Nervi, Quarto e Quinto e lì possiamo farcela a riconquistare un posto nel consiglio provinciale».
E poi...
«Poi mi impegnerei anche per i giovani e cercherei di riorganizzare e gestire meglio tutti quei corsi di formazione di cui la Provincia è responsabile».
Ma perché la politica è un sogno?
«Perché se uno ama la politica non se ne frega di come va il mondo e io da cattolico credo sia il mio sbocco naturale, anche dentro a un’organizzazione non confessionale come un partito laico. Perché la politica di centrodestra, anche se a molti non è chiaro, è una politica di solidarietà».