L’avvocato Coppi intercettato: la Procura si scusa

da Milano

C'è anche una lettera di scuse firmata dai sostituti procuratori Eugenio Fusco e Luisa Perrotti e inviata al professor Franco Coppi agli atti dell’inchiesta milanese sulla scalata ad Antonveneta. Lo rileva Il Velino secondo il quale la missiva dai toni assai cortesi, fa seguito all’errore compiuto dall’accusa di aver trascritto una conversazione tra lo stesso Coppi e il capo della vigilanza Francesco Frasca, suo assistito, tra quelle utilizzate per il sequestro delle azioni Antonveneta in mano ai concertisti. Il codice, come noto, non prevede l’utilizzabilità delle conversazioni intercettate tra gli indagati e i loro difensori. In questo caso gli inquirenti non avevano identificato l’interlocutore di Frasca, appunto il difensore. Notata la cosa, in agosto, Coppi prese carta e penna e scrisse ai Pm che risposero scusandosi con l’avvocato romano. Il caso si sarebbe chiuso rapidamente se non fosse trapelata la notizia della lettera di Coppi alla Procura. Il ministro della Giustizia Roberto Castelli aveva annunciato iniziative e accertamenti ispettivi. Ora, infine, la notizia della risposta di scuse della procura di Milano