L’avvocato della mamma: «Chiederò la perizia psichiatrica per Maria»

Chiederà una perizia psichiatrica per la sua cliente l'avvocato di Maria Patrizio, accusata di avere annegato il figlioletto Mirko di soli cinque mesi - i cui funerali si sono tenuti oggi - nel bagno della sua casa in una frazione di Casatenovo (Lecco). «Nell'incidente probatorio di lunedì chiederemo la perizia psichiatrica», ha detto il legale che assiste la donna, Fabio Maggiorelli. «Ritengo importante avere pareri di medici specialisti che aiutino a comprendere veramente che cosa è accaduto», ha aggiunto l'avvocato, precisando che si tratta di «un caso più da medici che non da giudici». Alla domanda se la donna abbia confermato di avere ucciso il bimbo, Maggiorelli ha spiegato che «non ricorda nulla di quei momenti.
Nel corso dell'interrogatorio appare a momenti catatonica, in altri in uno stato assolutamente confusionale». La donna - 29 anni, commessa - è stata arrestata nei giorni scorsi perché le sue ultime dichiarazioni ed i primi riscontri delle indagini contrastano con quanto aveva dichiarato subito dopo la tragedia. Maria Patrizio ha ammesso le proprie responsabilità sulla simulazione di un'aggressione subita, scagionando l'intervento di terzi, anche se non ha confessato esplicitamente il delitto.
La sera del 18 maggio, rientrando, il marito aveva trovato lei legata con nastro adesivo sulla bocca e il corpo senza vita del bimbo nella vaschetta. La donna - che ora è nel carcere di San Vittore - aveva raccontato di avere subito un'aggressione da parte di malviventi mentre faceva il bagno al piccolo e di essere stata legata ad una sedia. Durante un interrogatorio, quando gli inquirenti le hanno chiesto perché avesse organizzato una messinscena, secondo quanto riferito dal suo avvocato la donna ha risposto: «A un certo momento ho visto che il bambino era troppo fermo, non ho più capito niente e sono diventata pazza».

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