L’avvocato: «Non è certo l’unica stranezza E i magistrati chiedono sanzioni assurde»

L’avvocato Silvio Romanelli, difensore di Canterini, il dirigente del reparto mobile che fece irruzione alla scuola Diaz, è uno di quelli «accusati» di aver fatto melina per salvare i poliziotti dalla condanna. Come interpreta questo rischio di annullamento del processo?
«Intanto sull’accusa di “melina” rivolta a me e a mio figlio Rinaldo, procederemo per vie legali. Poi, semmai, è per l’appunto il processo Diaz G8 che rischia di saltare per nullità assoluta prevista dall'art. 178 lettera a) (le condizioni di capacità del giudice), nel caso il dottor Sinagra. Evidentemente è un processo destinato a riservare molte sorprese e polemiche».
Ce ne sono altre?
«Ce ne sono state. Ricordo che ci fu un attacco piuttosto violento dello stesso dottor Sinagra ai vertici della Corte d'Appello di Genova. Poi la richiesta di trattenimento in servizio fuori termine. Infine l'assegnazione del processo del G8 in appello con polemica postuma dello stesso Sinagra».
Scelte interne alla magistratura?
«Però, ad esempio la pubblicazione della sentenza d'appello del G8-Diaz su “Il Secolo XIX” prima del deposito della stessa in cancelleria, accompagnata da una intervista del Presidente del Collegio effigiato nell'articolo, non è proprio una cosa interna».
Saranno stati bravi i colleghi a saperla in anticipo.
«Ancor più singolare è però il fatto che poco dopo il deposito della sentenza a fine luglio 2010, il dottor Sinagra abbia rinunciato alla proroga concessa e sia andato in pensione a fine anno».
Lasciamo stare il caso del dottor Sinagra?
«Trovo singolare anche che il pm protagonista dell'indagine Diaz, sia passato, nel corso del processo di appello, alla Procura Generale effettuando il giuramento o la presa di incarico davanti alla III Sezione che stava giudicando in secondo grado. Così come che a tutto il processo d'appello abbiano partecipato i due sostituti pm del primo grado di giudizio, due sostituti della Procura Generale e quasi ogni mattina comparisse il Procuratore Generale, quasi la Corte fosse sotto tutela o sotto controllo».
Sono accuse forti.
«Per non parlare del mutamento di collegio all’ultimo momento. E a mio avviso la motivazione della sentenza non potrà certo essere additata come modello giurisprudenziale avendo violato tutte le norme del codice di procedura penale in tema di valutazione della prova e in tema di correlazione tra l'imputazione contestata e la sentenza».
La magistratura non ha sempre ragione?
«Allora aggiungo anche che la sezione regionale di Magistratura Democratica (corrente progressista) ha in questi giorni, diramato un comunicato stampa criticando il Ministero dell'Interno (a che titolo e soprattutto a che scopo? Infiammare gli animi del corteo?) sul fatto che non siano state adottate sanzioni disciplinari nei confronti degli imputati della Diaz, fingendo di ignorare che le sanzioni o si adottano subito o sono illegittime e che la maggior parte degli imputati in primo grado è stata assolta e che come già detto non si possono più prendere provvedimenti sanzionatori se non dopo il passaggio in giudicato della sentenza».
È l’ora di sdrammatizzare.
«Ma veramente per Vittorio Agnoletto questa è la gallina dalle uova d’oro. Piuttosto, come mai non c’è alcuno sdegno per i mille feriti provocati dalla Polizia tedesca, che non scherza veramente, l'anno dopo a Goteborg in occasione di un altro G8?».