L’avvocato pagato come un goleador

Cento difensori per 29 accusati: Lotito pagherà una parcella di 200mila euro a Siniscalchi, il legale napoletano detto il Maradona del Foro

da Roma

Oltre alla squadra dei deferiti, nel maxi processo c’è in campo anche un altro squadrone, non in maglietta e pantaloncini, però, ma con toga e tocco virtuali: quella degli avvocati difensori che si sono presentati all’Olimpico per tutelare i loro assistiti. Perché, se il deferito è uno, a difenderlo sono almeno in quattro o cinque, anche se il presidente Ruperto ha deciso di farne parlare uno solo (gli altri possono assistere, purché «silenti»), con onorari che sanno tanto di calciatore, se non professionista, almeno semi. Nell’aula-bunker dell’Olimpico si sono esibiti via via i più accreditati avvocati del Foro romano, milanese e soprattutto napoletano, al punto che a più di uno è sembrato di essere a Castelcapuano, la vecchia sede del tribunale partenopeo.
Ma se altisonanti sono i nomi, altrettanto vistosi sono gli onorari che club e imputati eccellenti hanno dovuto sborsare per cercare di evitare la cacciata dal calcio per illecito sportivo. Una ricerca di Gennaro Sangiuliano ci indica quanto si metteranno in tasca gli avvocati e quanto dovranno mettere in uscita le società, già abbastanza in rosso per conto loro. Il Maradona di questi principi del foro - non a caso per un decennio è stato il difensore del Pibe de oro - è senza ombra di dubbio il napoletano Vincenzo Maria Siniscalchi, per due legislature deputato Ds, ora difensore della Lazio, ma al suo ultimo processo perché nella prossima settimana sarà eletto nel Consiglio Superiore della Magistratura come membro laico in quota Ds. Per lui, il pur tirchio e sparagnino Lotito ha messo sul tavolo un bell’assegno di 200.000 euro, superiore all’ingaggio annuo di tanti giocatori della Lazio.
Giovanni Verde, invece, titolare della cattedra di diritto civile a Napoli, già vicepresidente del Csm in quota laica del Partito popolare, difendendo Franco Carraro viaggia su una parcella di circa 150.000 euro. Queste sono le Rolls Royce della giurisprudenza calcistica, ma neanche gli altri viaggiano lontano: per quasi tutti gli onorari si aggirano sui 100.000 euro. Con evidenti eccezioni per i difensori dei singoli arbitri che percepiscono tra i 30.000 e i 50.000 euro.
Di grido sono anche i legali del Milan: Leandro Cantamessa, super esperto di diritto sportivo e punto di riferimento per tanti avvocati, che difende Adriano Galliani, e l’emergente Emma Gandossi, avvocatessa di Leonardo Meani, che ha partecipato a tanti processi di tangentopoli e anche a quello sul «caso Lentini» - davanti alla seconda sezione del Tribunale di Milano - nel quale fu coinvolto anche Silvio Berlusconi. Rilevante anche la presenza di Marco De Luca, che patrocina il Milan. Sui centomila euro o anche qualcosa di più (Lotito ha deciso di svenarsi), sono gli altri difensori della Lazio: Fabio Viglione, allievo di Siniscalchi, Ugo Longo e Gianmichele Gentile che ha cercato di togliere dai guai il presidente biancoceleste con una appassionata arringa.
S’era cautelato Luciano Moggi con i superpagati e superbravi Fulvio Gianaria e Paolo Trofino, mentre Giraudo s’è affidato allo storico Luigi Chiappero e il club bianconero al monumento del diritto Cesare Zaccone. Attorno ai centomila euro sono anche i fiorentini Carlo Montagna, Francesco Picca, Alberto Bruni e Duccio Traina, così come l’agguerrito torinese Giorgio Merlone che patrocina Pairetto. Stessa cifra per il professor Alfonso Maria Stile, ordinario di diritto penale, che vuole riportare il Treviso in A. Si accontenta però di appena 30.000 euro Edoardo Chiacchio, legale dell’Arezzo, mentre ai massimi livelli ci sono anche il napoletano Giovanni Aricò (per Lanese) e Gaetano Scalise (per Bergamo). Arbitro per arbitro, lo era Giuseppe Fonisto, penalista napoletano impegnato a destra e in molti processi di camorra, che all’Olimpico ha difeso Gennaro Mazzei. Sono 29 gli accusati, sono oltre 100 i difensori: ok, il prezzo è giusto.