Là dove ruggì Re Leone Cipollini oggi c’è la prima sfida tra velocisti

Dopo le tre tappe bretoni e la crono di Cholet, ecco una frazione che dovrebbe essere finalmente terreno di conquista per le ruote veloci. Spazio ai velocisti, se qualcuno lascerà loro spazio, se non ci saranno attaccati e soprattutto se le squadre che dispongono di uomini veloci, decideranno di controllare la corsa e arrivare a ranghi compatti per poter lanciare i loro uomini-jet. È la tappa più lunga di questo Tour de France (232 km) numero 95: da Cholet a Chateauroux, dove dieci anni fa a vincere fu il velocista per eccellenza, il Re Leone del ciclismo mondiale: il nostro Mario Cipollini. Tappa piatta, piattissima, senza nemmeno un cavalcavia degno di nome, dove spesso i francesi mettono punti in palio per la maglia a «pois» di miglior scalatore. Quest’oggi hanno deciso di non farlo, nessun punto, nessuna «cotes» utile da considerare almeno dosso. La corsa renderà omaggio ad uno sponsor, l’Agritubel, che a Loudun ha la sede e a Théophraste Renaudot, l’inventore della stampa in Francia. Il rettilineo finale è semplicemente spettacolare. Ampio, lungo ben 1600 metri.
Oggi si partirà da una città che ama il basket (Cholet), per arrivare davanti ad uno stadio (Chateauroux), ma entrambe le città adorano il ciclismo, tanto è vero che qui ogni anno, a fine agosto, vi si disputa la Clasic de l’Indre. L’anno scrso si impose l’australiano Chris Sutton, mentre nel 2005 Danilo Napoletano fu battuto da Jimmy Camper.
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