Al via l’eco-domenica della demagogia

STOP A METÀ Oltre 6mila deroghe per tifosi, politici e moda. Si ferma solo 1 comune lombardo su 10

L’ultima deroga è per i comizi elettorali. Cioè i responsabili e i dirigenti dei partiti politici impegnati nella campagna elettorale per le Regionali, oggi potranno circolare liberamente in auto. E inquinare. Scatta oggi l’ecodomenica più inutile di sempre. Un’iniziativa più di sensibilizzazione contro lo smog che risolutiva, come ammettono gli stessi promotori, i sindaci di Milano Letizia Moratti e di Torino, Sergio Chiamparino. Dalle 10 alle 18 niente automobili in 169 Comuni della pianura padana. Un’inezia resa ancora più discutibile dalle deroghe che, per esempio a Milano, permetteranno a migliaia di automobili di protagonisti della settimana della moda di scorrazzare tranquillamente in città. Ma non è il solo elemento demagogico della vicenda. Perché le deroghe sono molte altre: per chi deve raggiungere lo stadio, per esempio. Poi per i lavoratori. Ma anche per chi deve partecipare a battesimi e matrimoni. Praticamente in giro per le città ci saranno comunque tanti veicoli, così 132 comuni dell’hinterland milanese hanno risposto picche al blocco. Centotrentadue porte chiuse in faccia al vano esercizio di svuotare il mare dell’inquinamento della Pianura padana con il cucchiaino della domenica ecologica allargata, come abbiamo scritto noi del Giornale in questi giorni.
Ma c’è il resto. I livelli delle polveri sottili, grazie al vento delle ultime ore, sono tornati sotto il livello di guardia e anche le deboli piogge previste stamane al Nord fanno ben sperare. Resta solo lo spirito, quindi. Cioè onestamente ben poco per contrastare l’inquinamento ambientale.
Così l’adesione all’iniziativa è stata bassissima. Giustamente bassissima. In provincia di Torino hanno aderito dieci Comuni, in quella di Milano soltanto quattro (Bresso, Cinisello Balsamo, Cormano, Sesto San Giovanni) e anche la Regione Lombardia non ha nascosto le proprie perplessità. Un risultato decisamente al di sotto delle aspettative.
Oggi potranno circolare solo i veicoli elettrici, a metano, gpl e idrogeno, compresi quelli a doppia alimentazione. Esentati anche medici, infermieri, giornalisti, farmacisti, edicolanti, preti, fiorai, pasticcieri, ma soprattutto, come detto, più di cinquemila operatori della moda impegnati nelle sfilate del prêt-à-porter femminile a Milano. A scatenare la polemica politica è stata però la deroga ai politici in campagna elettorale per le regionali. Per tutti gli altri non resta che prendere i mezzi pubblici a tariffe scontate o rischiare una multa da 78 euro.
La cosa straordinaria è che persino gli ambientalisti sono scettici sull’iniziativa. A Milano, l’associazione Milano respira dice che così com’è il blocco auto è una presa in giro. Anche il Wwf è perplesso. Idem il giornale di riferimento del mondo «verde», cioè Terra. Qualche giorno fa il direttore Bonaccorsi ha scritto: «Lo sanno anche i sassi che la soluzione dell’inquinamento non è fermare le auto un giorno. Ma da qualche parte bisognerà pur iniziare». Insomma, è inefficace ma si fa lo stesso. Ma perché? Per sentirci buoni e mostrare al mondo che ci muoviamo. Però con l’ambiente non c’entra nulla.