L’Ecofin adesso teme uno stop alle riforme

I ministri delle Finanze della Ue chiedono lumi a Padoa-Schioppa su Tav, pensioni e debito

da Roma

Il «caso Italia» sarà al centro, fra stasera e domani a Bruxelles, delle riunioni di Eurogruppo ed Ecofin. È il primo esame europeo per il nostro Paese dopo l’apertura improvvisa della crisi politica che ha fatto seguito al voto negativo sulla politica estera in Senato, le successive dimissioni di Romano Prodi, il rinvio del governo dimissionario alle Camere.
I ministri finanziari europei daranno il via libera al programma di stabilità italiano 2006-2011, ma nello stesso tempo raccomanderanno al governo di applicare puntualmente la legge finanziaria. Non solo. Il documento dell’Ecofin ribadirà l’esigenza di attuare pienamente tutti gli interventi già decisi sulle pensioni: evidente il riferimento allo «scalone». E chiederà maggiori dettagli sui prossimi tagli di spesa, visto che «dopo il 2007 nessun dettaglio viene fornito sulla strategia di risanamento».
A Tommaso Padoa-Schioppa, presente alle riunioni dei ministri finanziari, l’Europa dunque raccomanderà di proseguire sulla strada delle riforme, pensioni e liberalizzazioni in primis, con l’obiettivo di mantenere l’indebitamento della pubblica amministrazione sotto il limite del 3%.
È inevitabile che i ministri delle Finanze dell’area euro prima e dell’intera Unione poi chiedano lumi a Padoa-Schioppa sull’evoluzione della situazione politica. Le due riunioni si tengono infatti a mezza strada fra il rinvio del governo Prodi alle Camere, e il primo voto di fiducia, previsto per giovedì. Padoa-Schioppa dovrà rassicurare i colleghi europei sulle intenzioni del governo: ad esempio, potrebbe spiegare in maniera meno vaga che cosa intenda uno dei dodici punti «firmati» dalla coalizione del centrosinistra, quello sulla linea Torino-Lione dell’alta velocità. Oppure far capire che cosa significhi il criptico punto sulle pensioni: il governo intende ancora abolire lo «scalone Maroni», oppure no?
Così come ha già fatto la Commissione, anche il Consiglio Ecofin inviterà l’Italia ad approfittare della favorevole congiuntura economica per ridurre più velocemente il disavanzo pubblico. Un obiettivo possibile grazie alle entrate fiscali che continauano a far segnare un record dopo l’altro, purché il governo agisca con determinazione anche sui tagli di spesa.