Con l’ecologia ha moltiplicato il reddito cinquanta volte

Quando nel 2000, nel momento più buio della sua vita pubblica, Al Gore uscì dalla Casa Bianca, speranzoso di rientrarvi dall’ingresso principale prima della batosta subita da George W. Bush, la fortuna personale, sua e della moglie Tipper, era stimata in 2 milioni di dollari. Un anno fa il suo patrimonio familiare era aumentato di 50 volte. Ovvero, circa il 5.000%.
Una cifra, a dire tutta la verità, non così eccezionale nella politica americana, ma tuttavia un aumento più che considerevole. E siccome, come spiega un noto detto, dietro a ogni grande uomo c’è sempre una grande donna, sembra che il merito vada in gran parte alla consorte. Fu proprio Tipper Gore, infatti, a suggerirgli, dopo la sconfitta nelle elezioni presidenziali, di ripartire dai «rischi» del cambiamento climatico e dai problemi dell’ambiente, vecchio pallino nato già negli anni ’80.
È da qui che per Al Gore sono arrivati un premio Nobel per la Pace, un docu-film, Una scomoda verità, che gli è valso anche un Oscar e che ha incassato oltre 50 milioni di dollari e venduto 1,6 milioni di copie in dvd. È da qui che è nata Current Tv, un canale alternativo che manda in onda soprattutto servizi, filmati e documentari realizzati dal pubblico, autori dilettanti quasi tutti giovanissimi, che il sito web dell’emittente aiuta a superare tutti gli scogli di una produzione in proprio. Ma, nonostante le accuse dei repubblicani di lucrare sul clima per la partecipazione in una compagnia di venture capital che ha finanziato una ditta californiana specializzata in reti elettriche che riceverà circa 560 milioni di incentivi statali dall’amministrazione democratica, non è solo sul clima che Gore ha costruito il suo patrimonio.
Se parte degli incassi «climatici», infatti, viene coerentemente dirottata a organizzazioni che si occupano dello studio e della salvaguardia dell’ambiente e del clima, rimangono le altre attività: quella di conferenziere, che gli vale 175mila dollari a intervento e quella collegata alle attività delle aziende innovative della Silicon Valley, ancora grate a Gore per quanto si dedicò loro da vicepresidente degli Usa. Per questo aziende come Google, Metropolitan West Financial o Kleiner, Perkins, Caufield & Byers lo hanno coinvolto nelle loro attività, con ricchi emolumenti e ancora più ricche stock options. Che, una volta incassate in Borsa, gli hanno consentito di dedicarsi con la dovuta tranquillità alle sue attività di guru mondiale sul clima.