L’ecologia? Serve a fare un sacco di eco-affari

Neppure la memoria di Carmelo Bene trova pace. Al centro di un nuovo «caso», questa volta, è la casa di famiglia del grande uomo di spettacolo, scomparso nel marzo del 2002. E contro la vendita all’asta dell’abitazione a Santa Cesarea Terme, nel Salento, dove l’artista scrisse le poesie giovanili e tra le altre opere Nostra Signora dei Turchi, un gruppo di artisti e amici ha organizzato manifestazioni e sit-in per le giornate di oggi e domani. La casa, dove vive ancora la sorella di Bene, Maria Luisa, ormai ultrasettantenne, è stata infatti sottoposta a vendita giudiziaria per soddisfare alcuni creditori. Una prima parte, due stanze al primo piano che si affacciano sull’Adriatico e in cui viveva Bene, è già stata venduta, mentre la seconda, dove vive Maria Luisa, andrà all’asta il prossimo ottobre. Contro questa eventualità si sono mobilitati artisti e amici con un sit-in e una raccolta firme volta a contrastare la vendita dell’appartamento che rappresenta un vero e proprio «museo di Carmelo Bene, custodito dalla sorella Maria Luisa che - dicono - a 73 anni e dopo aver dedicato la vita alla difesa dell’opera del fratello non reggerebbe la notizia di un eventuale sfratto».
«Cerchiamo l’attenzione dei personaggi della cultura - spiegano l’attore Simone Franco e il pittore Orodè Deoro - ma anche delle associazioni, delle istituzioni e dello Stato per preservare quella che è una fonte di ricchezza e memoria del territorio. Non si riesce a capire perché si fa sempre lo stesso errore: si smembra il migliore! Che fine faranno le carte, le fotografie, i premi, i disegni, le mura di questa casa se viene tolta a Maria Luisa Bene?». «Perché non conservare con amore nel territorio la casa paterna di un genio? Perché fare sempre finta di niente? Quand’è che questo territorio sarà finalmente degno delle sue grandi voci?». Poeti e attori, amici del grande Carmelo bene, si troveranno da questa mattina a villa Sticchi, il palazzo moresco sulle coste di Santa Cesarea Terme che Bene descrisse proprio in Nostra Signora dei Turchi per cercare di scongiurare la vendita della casa.