Ma l’ecologismo non è di sinistra

Non v'è dubbio che quella specie di Lega campana che occupa ormai i Verdi, nonché la schiera di comunisti convertitisi ecologisti, siano esecrabili. Da anni riforniscono la sinistra di propagande ecologiche, moralismi utili troppo spesso solo a succhiare soldi allo Stato. Ed è altrettanto ovvio: il vantaggio che la sinistra ne spreme non si limita solo a un giro di chiacchiere e prebende. Fallite nell'infamia le economie pianificate, non pare vero ai prodiani di pianificare l'aria o le morali e le miserie africane. E tuttavia dissentirei dal pur brillante editoriale che Mario Giordano ha scritto ieri. Giacché se ne ricava l'impressione che la questione del clima sia esagerata o sia indebito riferirla alle emissioni. Il che mi pare troppo. E non lo dico per mettermi a citare i tanti studi climatici, e di meteorologhi non di sinistra, pure italiani, che parlano invece di effetto serra. Mi basta guardarmi intorno qui a casa nell'Urbinate: vedo fiorita una piantina esile esile che prima fioriva solo a marzo. E il cielo ha colori splendidi però prematuri da mesi, il che non mi conforta; come neppure la telefonata di un'amica russa sorpresa, perché ancora a Pietroburgo non nevica.
Certo, si potrà dire che sono ansie, che il clima va da sé. Però, da economista, m'è difficile pensare che un’umanità doppia in pochi decenni, o i fumi del boom scriteriato di Cina, e India, facciano bene alle nuvole. O inoltre concordare con le tesi di un ricercatore inglese, il quale non vede gran differenza tra il cibo biologico e quello cresciuto a pesticidi; altra notizia di ieri. Mi sembrano eccessi di zelo che non giovano. Regalano infatti un tema come quello ecologico, che è tutto conservatore, anzi di destra, alla sinistra consueta. Fu infatti il reazionario Malthus a biasimare la crescita della popolazione, sproporzionata alla crescita del cibo; e potremmo ora dire al rinnovarsi dell'aria. E nella Germania Est furono proprio i comunisti a distruggere le coltivazioni biologiche impiantate secondo i metodi di Rudolf Steiner. E mi permetterei inoltre di ricordare che è stata la politica agricola europea a nutrire di prebende i contadini e di veleni la terra, anche se adesso se ne dice pentita. Ancora: è sempre il dispotismo comunista che sta rovinando l'equilibrio millenario tra la Cina sovrappopolata e il suo ambiente. E la protezione di una comunità e della sua terra, contro i calcoli di quelle macchine stupide che sono gli Stati e le multinazionali non sarebbe un agire ovvio per dei conservatori veri? E David Cameron, leader dei conservatori inglesi, non esibisce forse passioni ecologiste?
Considerando insomma che ormai c'è arrivata persino la testa di Schwarzenegger, non è il momento che anche il Polo faccia dell'ambiente uno dei suoi punti di forza? Tra l'altro potrebbe farlo con assai più coerenza della sinistra. Il ministro Pecoraro Scanio, comunisti e no global, approvano ogni volta tutte le leggi per far venire più immigrati in Italia; e però si vorrebbero ecologisti. Per assecondare i loro terzomondismi peggiorano invece, incoerenti, il carico vitale, e inquinante, dell'Italia già pessimo; pensando ch'abbiamo densità d'abitanti superiore alla Cina. È solo un esempio, per mostrare come la destra sarebbe almeno libera da alcune dell'incoerenze ipocrite della sinistra. E considerando la professionalità con cui comunisti e prodiani sguazzano finora nell'ecologismo, infilandoci tasse e clientele, non sarebbe per la destra meglio cautelarsi, anzi farne un tema proprio, sul quale rivelarsi migliore? E pensare una soluzione sua comunitaria, e diversa, all'incombenti questioni ecologiche?