L’economia italiana inizia a pagare la crisi dei mutui

Eurispes: crescita del Pil 2007 non oltre l’1,7%, sotto le stime del Dpef. All’esame del governo il rapporto di Bankitalia

da Milano

Romano Prodi metterà le mani lunedì prossimo sulla relazione con cui Bankitalia quantifica l’esposizione del sistema bancario derivante dalla crisi dei mutui subprime, ma già fin d’ora il premier si sbilancia: il nostro sistema «è sano». Un prezzo dovrà invece pagarlo l’economia italiana, la cui crescita nel 2007 non andrà oltre l’1,7%. Le famiglie, inoltre, dovranno mettere in conto un alleggerimento dei propri redditi di circa 300 euro.
Le stime sono state elaborate dall’Eurispes, costretto a rivedere il precedente outlook di luglio (più 1,8% il Pil) proprio a causa delle «ricadute dirette e indirette della crisi finanziaria di agosto». L’istituto di ricerca sottolinea, inoltre, che le nuove previsioni si collocano tre decimi sotto quelle formulate da Palazzo Chigi nel Documento di programmazione economica e finanziaria per le quali il Tesoro «avrebbe già previsto una correzione dal 2 all’1,8% da confermare, eventualmente, nella nota di aggiornamento del Dpef che il governo intende presentare a settembre assieme alla finanziaria». Del resto, la crescita sostanzialmente piatta del periodo aprile-giugno (più 0,1%), quando non si era ancora scatenata la bufera dei mutui ad alto rischio, aveva fatto scattare un primo campanello d’allarme sulla capacità dell’Italia di centrare gli obiettivi di sviluppo programmati. Di sicuro il 2007, che già si profilava come un anno di sacrifici per gli italiani, costretti allo slalom tra i rincari dei carburanti, le stangate tariffarie e l’aumento dei prezzi dei generi di prima necessità, sarà ancora più doloroso: in base ai calcoli Eurispes, la ricaduta sui redditi indotta dal crollo del mondo subprime è quantificabile in 3,3 miliardi di euro, pari a 160 euro per ogni nucleo familiare. Ciò si tradurrà in una contrazione dei consumi, anche a causa dei 140 euro di mancati guadagni sui titoli azionari che gli italiani saranno costretti a iscrivere nel bilancio domestico.
A dar retta alle previsioni dell’istituto pubblico Sace, la situazione non migliorerà tanto presto. Il biennio 2008-2009 sarà caratterizzato dal rallentamento dell’economia mondiale (gli analisti stanno tra l’altro tagliando le stime sul Pil Usa 2007, a cominciare dall’agenzia di budget del Congresso, che ha ridotto dal 2,3 al 2,1% la crescita prevista) conseguente a una maggiore volatilità dei mercati e a un maggior costo del credito sul medio termine. A soffrire di più saranno quei Paesi, spiega il Sace, con ampi disavanzi delle partite correnti e debolezza delle politiche di bilancio. La crisi dei mutui Usa non sembra invece destinata a riservare sorprese negative alle banche italiane, almeno a giudizio di Prodi. «La politica del braccetto corto caratteristica delle nostre banche nel concedere prestiti - ha spiegato il presidente del Consiglio - ha portato i suoi vantaggi». Il premier aspetta comunque di poter esaminare, all’inizio della prossima settimana, il dossier di Bankitalia sull’esposizione del sistema creditizio tricolore. I dati elaborati dagli esperti del governatore Mario Draghi sono stati trasmessi alla Consob, che sta monitorando la situazione degli operatori finanziari. La Commissione guidata da Lamberto Cardia dovrebbe rendere pubblici nel giro di pochi giorni i risultati della propria indagine.