L’economia è in ripresa nonostante i catastrofisti

Con scorno delle cassandre di ogni tipo che hanno imperversato in questi anni, l'economia italiana sembra avere imboccato la strada di una significativa e duratura ripresa. Lo testimoniano i dati, che nel corso dell'estate istituti di statistica e agenzie, nazionali ed internazionali, hanno sfornato a getto continuo. Innanzitutto va sottolineato il dato della crescita economica per il 2005, che l'ultima previsione Ocse datata 6 settembre, colloca ad un + 0.2%, rispetto alla previsione di -0.6% di solo qualche mese fa. La crescita del Prodotto Interno Lordo è trainata dall'effetto positivo di quel +0.7% calcolato dall'Istat per il secondo trimestre 2005, che è risultato il miglior indice dei Paesi europei, ottenuto peraltro grazie ad una buona ripresa di esportazioni e domanda interna. Il balzo del Pil italiano è la vera sorpresa positiva di questi ultimi mesi, fermo restando ottime le «performances» del nostro Paese circa disoccupazione (al 7.9%, a fronte di una media europea all'8.9% - fonte:Istat) ed inflazione (ad agosto al 2%, ma con la previsione di un aumento tendenziale per l'anno in corso all'1.9%, a fronte di un dato medio europeo al 2.2% e rispetto al 2.6% della media dei dodici Paesi Ocse - fonte:Istat). Altre statistiche incoraggianti sono quelle fornite dagli artigiani di Mestre della Cgia relativamente all'indice della miseria, calcolato considerando l'inflazione e il tasso di disoccupazione: in Italia l'«indice della miseria» risulta in diminuzione costante dal 2002 e in ogni caso, con il quarto posto del 2005 (10.2%), inferiore a quello di Francia (10.7%), Germania (10.9%) e Spagna (12.8%). Una ricerca sul comportamento dei consumatori che la Nielsen Italia ha reso nota al Meeting di Cl di Rimini, ha sfatato infine la cosiddetta «crisi della quarta settimana». Nel 2005, fatto 100 l'indice di spesa media settimanale, nella settimana di stipendio si spende 97, nella seconda settimana 101, nella terza settimana ancora 101, nella quarta si arriva a 99. La sindrome davvero non si vede, e soprattutto nulla è mutato rispetto al 2001, se non in meglio. Quattro anni fa l'indice di spesa nella settimana di stipendio era pari a 97, saliva a 100 nella seconda settimana, a 101 nella terza e scendeva a 98 nella fatidica quarta settimana. Alla faccia dei catastrofisti di professione!
Saiano (Brescia)