L’economia della Somalia si risolleva grazie ai riscatti miliardari pagati ai pirati

Londra I pirati somali portano un contributo fondamentale all’economia del loro Paese. È quanto si legge in un rapporto del think tank britannico Chatham House, che si basa sullo studio di vari fattori, dalle immagini satellitari ai prezzi del bestiame.
«C’è un vero e prioprio effetto di ricaduta» sull’economia dell’entroterra, ha detto l’autrice dello studio, Anja Shortland della Brunel University. Le immagini dal satellite, in particolare, mostrano nuove costruzioni e infrastrutture in città come Garowe e Bosaso, mentre pochi sono i nuovi lavori sulla costa. Un segno che i guadagni della pirateria, primo tra tutti quello prodotto dai riscatti, non vengono utilizzati dai pirati ai fini di un arricchimento personale, ma vengono reinvestiti a beneficio del Paese.
«Non si vedono palazzi o piscine», ha commentato l’autrice, secondo la quale i pirati «sono uomini d’affari molto svegli».
Secondo il rapporto, intitolato «La mappa del tesoro: usare le immagini del satellite per tracciare l’effetto della pirateria somala sullo sviluppo», l’azione dei pirati ha quindi una ricaduta positiva evidente sull’economia nazionale somala. Nessuna prova emerge infine dalla studio su una collaborazione tra i pirati e gli Shabab, il gruppo militante islamico legato ad Al Qaida.