L’economia vista da Ronconi

Viviana Persiani

Stasera, al Grassi, Lev Dodin, uno dei principali registi russi, già ammirato dal pubblico milanese, incontra, per la prima volta, Shakespeare; il tutto attraverso il Re Lear, metafora del potere e del tradimento.
Al Teatro Greco prosegue Gioite, il festival di amore e fede con direzione artistica di Vincent Ronci Gaeta. Oggi e domani, si potrà assistere a Gemma - Sangue dell’Agnello, pièce che prende il via dal racconto di Angelina Galgani, sorella terrena dell’eterea Santamistica stigmatica Gemma Galgani. L’11 e il 12, invece, la rassegna si chiude con Fiori di Agape, basato sul testo Storia di un’anima.
Prova a farmi ridere di Alan Ayckbourn, con Pino Quartullo e Benedicta Boccoli, diretti da Maurizio Micheli, che debutta domani al Manzoni, è ambientato nel futuro. L’autore si è immaginato un domani dove gli attori presenti quotidianamente nelle innumerevoli ed eterne serie televisive, dove l’ossessiva ripetitività meccanica delle vicende narrate prescinde dall’umanità e dal cervello degli «interpreti», siano stati sostituiti da «Attoidi», macchine non pensanti programmate per «recitare»..
A che cosa serve l’economia? E, soprattutto, l’economia è al servizio degli uomini o viceversa? A queste domande prova a rispondere Lo specchio del diavolo, scritto dall’economista Giorgio Ruffolo, e ora rappresentato, da domani, allo Strehler, per la regia di Luca Ronconi.
Martedì, al Leonardo, va in scena Cuore a nudo, un concerto per Milano, per la regia di Francesco Frongia, vede Bruni, Barovero e Giò (La Crus), giocare con i generi e le epoche, dando musica e voce alle parole di poeti e cantautori milanesi.
Il 9, all’Arsenale, andrà in scena Venere e Adone, da un progetto di Riccardo Maria Magherini. Al centro del poemetto, il desiderio sessuale visto da Shakespeare, risposta alle aspirazioni dei suoi contemporanei.
Due gli appuntamenti al Teatro della Memoria: domani, per la rassegna Festival Luigi Lunari, andrà in scena, in prima nazionale, Tutti gli uomini di Annalisa, mentre venerdì, sempre nell’ambito del festival, Il maestro e gli altri.
Mercoledì, allo Spazio Frigia 5, andrà in scena La cantatrice calva di Eugène Ionesco, per la regia di Riccardo Emanuele Grassi. Nella versione proposta dalla compagnia DoppioSogno di Milano, il testo di Ionesco riacquista l’originario spessore e la primigenia autonomia.
Venerdì, al Teatro Officina, prima di In punta di piedi.
Il 12, al Teatro delle Erbe sarà rappresentato Elisir d’amore, di G. Donizetti, melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani. Regia e ideazione scenica di Mario Riccardo Migliara.
De Gli innamorati, in scena da sabato all’Olmetto, per la regia di Eugenio de’ Giorgi, l’autore Carlo Goldoni ebbe a dire: «Due persone che si amano fedelmente, perfettamente, dovrebbero esser felici, tanto più ch’io non figuro ostacoli che attraversino le loro brame, ma la pazza gelosia, che nella nostra Italia principalmente è il flagello de’ cuori amanti, intorbida il bel sereno, e fa nascere le tempeste anche in mezzo alla calma».