L’Economist «Silvio? Un Cesare E in vista non c’è un Bruto»

«Berlusconi non più uno tra diversi concorrenti politici, ma padrone incontrastato d’Italia». A scriverlo, in un articolo intitolato «Dare a Cesare quel che è di Cesare», è l’Economist, ma per una volta non è una critica. È, invece, la presa d’atto che «da quando è salito al potere per la terza volta lo scorso anno, l’opposizione si è sciolta come la neve delle Alpi alla fine dell’inverno», scrive il settimanale britannico, annotando poi che «in meno di un anno i sindacati si sono divisi», «il principale partito di opposizione ha cambiato leader» e Berlusconi ha conquistato «un enorme potere» su banchieri e industriali. Se il Pdl è «l’ultima pietra miliare nella sua avanzata trionfale», per l’Economist Berlusconi è un «Cesare senza un Bruto in vista», là dove Gianfranco Fini sarà pure a volte «esasperante» per il premier, ma è «inequivocabilmente» fedele alla sua leadership.