L’ecopass funziona? Presto per dirlo ma andrà ampliato

A poco più di un mese dall'introduzione dell'Ecopass una prima valutazione, evidentemente del tutto parziale e provvisoria, è legittima, ma deve trascorrere dell'altro tempo per poter dare un giudizio scientificamente più fondato sulla validità di questo strumento. Sappiamo infatti che l'inquinamento da Pm 10, le famigerate polveri sottili, è prodotto anche - se non prevalentemente - da altri fattori, a cominciare dagli impianti di riscaldamento. Per quanto riguarda, poi, la riduzione del traffico automobilistico - non preoccupiamoci solo dei nostri polmoni ma anche del nostro sistema nervoso - bisognerebbe fare delle valutazioni su tutta l'area urbana, non solo all'interno della cerchia dei bastioni. È diminuito il numero delle auto che ogni giorno entrano in città? Funziona l'Ecopass come dissuasore all'uso del mezzo privato? E infine: ci vuole del tempo per stabilire se sono cambiamenti permanenti o provvisori. Calma, dunque, prima di dare qualsiasi giudizio. L'unica certezza è che con l'Ecopass è iniziato un processo che non potrà essere interrotto o invertito. Comunque vada, indietro non si torna. Si potrà, semmai, modificare il provvedimento. Certamente andrà ampliato: è una promessa implicita del sindaco Moratti contenuta nell'impegno di fare «un primo bilancio dopo un anno». Se davvero si vuole ridurre sensibilmente il traffico automobilistico in città bisognerà, sebbene gradualmente, ampliare fino alla circonvallazione esterna l'area interessata all'Ecopass (progetto iniziale rinviato per il veti dei comuni dell'hinterland) e, probabilmente, chiudere del tutto il centro storico al traffico. Sperando che, nel frattempo, le somme incassate con l'Ecopass permettano un incremento adeguato del trasporto pubblico.