L’editore recchelino che mette a nudo i segreti di Hollywood

Lo svenimento femminile: un gesto di impotenza e al tempo stesso un inno alla forza del sesso debole che nei film di François Truffaut diventa di volta in volta un numero teatrale, una fuga dalla realtà, una performance erotica o una visita all'anticamera della morte. Sono una decina i mancamenti di Truffaut scomposti al rallentatore da Mauro Marchesini nel libro «Le grand noir» pubblicato dalla casa editrice «Le mani» di Recco. Una delle tante novità editoriali del 2008 realizzate nello stabilimento grafico recchelino della Microart's e distribuito col marchio Le Mani.
Un marchio che è divenuto un punto di riferimento per tutti i cineasti e cineamatori del Belpaese. «Sono 15 anni che pubblichiamo sul cinema», racconta Francangelo Scapolla, titolare dell'azienda grafica che negli anni 90 ha deciso di dare vita al settore editoriale dedicato ai segreti della pellicola. «Una iniziativa partita da un genere tipico della cinematografia italiana, il cinema western classico», spiega Scapolla nel presentare il primo titolo uscito dalle rotative di Recco: «Le carte del western», pubblicato nel 1993. A catena escono monografie di John Ford, Orson Welles fino alla vera storia di John Wayne scritta dalla figlia Aissa. Un po’ alla volta nasce la collana per generi.
Si va dalla «commedia all'italiana in 100 film» all'«Horror in 100 film» dedicato agli spiriti poco impressionabili. «La conquista, nel 1996, del premio Diego Fabbri rilasciato dall'Ente dello spettacolo di Roma ci fa conquistare uno spazio in tutte le librerie più importanti», racconta la direttrice editoriale Chiara Ronchetti nel presentare le novità del 2008. A partire dalla nuova collana Extralights che in formato (e prezzo) tascabile propone curiosità e aneddoti sul mondo della celluloide come nel caso del testo di Simona Brancati dedicato alla cinefilia quasi maniacale di Quentin Tarantino.
Non mancano titoli dedicati ai principali avvenimenti italiani e internazionali come il volume, presentato alla fiera del libro di Torino e dedicato alla storia della Shoah nel cinema, che ripercorre le vicende degli ebrei attraverso i fotogrammi del grande schermo dall'Olocausto a Schindler List. Un modo nuovo di rivedere la storia moderna attraverso il punto di vista dell'obbiettivo della macchina da presa che, nel caso italiano, ha dato vita ai volumi «La seconda guerra mondiale nel cinema italiano» e «Il cinema e il caso Moro». Non poteva mancare tra i titoli «21 per 11» dedicato, spiega Chiara Ronchetti, «a quella ferita profonda che dopo l'11 settembre si è aperta nel sistema socio-politico mondiale e in cui 21 critici sono stati invitati a scegliere e analizzare altrettanti film che a loro giudizio riflettono in modo esemplare lo scenario americano dopo l'attacco alle Torri, nelle sue componenti politiche o sociali, umane o psicologiche». Insomma, uno dei tanti volumi illustrati che hanno fatto della casa editrice recchelina un vero e proprio schermo sul mondo.